Cambia la normativa sull’uso dell’email aziendale

di Luigi Piscitelli - 5 febbraio 2016

Licenziato perché utilizzava la mail di lavoro per uso personale. Una recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si è così espressa nei confronti di un dipendente sorpreso a utilizzare la posta elettronica aziendale non per scopi lavorativi. La Fondazione studi dei Consulenti del lavoro è tornata sulla vicenda con un approfondimento, nel quale viene giudicata in maniera favorevole la sentenza. Inoltre, viene presa in esame le legislazione di alcuni importanti paesi esteri mettendola a confronto con quella italiana.

 

COME CAMBIA LA NORMATIVA ITALIANA

Secondo quanto affermato dai Consulenti del lavoro, il principio a cui si ispira la sentenza è quello secondo cui l’azienda deve avere il diritto di sapere quali comunicazioni escono verso l’esterno. Un principio che prima dell’estate, nell’ambito del decreto attuativo del Jobs Act approvato dal Governo, è stato rinforzato con la modifica dell’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori. L’azienda, in base al nuovo dettato normativo, infatti potrà più in generale effettuare controlli a distanza sui propri dipendenti attraverso impianti audiovisivi (pc, tablet, telefoni aziendali) senza la necessità di accordi sindacali preventivi. A tal riguardo si specifica che l’impiego di strumenti di controllo deve essere giustificato da esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale e in ogni caso subordinatamente a un accordo sindacale o a una autorizzazione amministrativa da parte della Direzione Territoriale del Lavoro.

Di particolare importanza è tuttavia la precisazione che il percorso autorizzativo suddetto non sia necessario per gli strumenti che servono al dipendente per eseguire la prestazione lavorativa e per quelli necessari per registrare gli accessi e le presenze. Secondo i nuovi principi inoltre si stabilisce che le informazioni acquisite siano utilizzabili a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro, ivi compreso pertanto quelli disciplinari.

 

CONFRONTO CON L’ESTERO

La Fondazione compara la legislazione vigente in Italia con quella di alcuni importanti Paesi esteri:

  • Stati Uniti: esiste una forte preoccupazione per quanto riguarda la responsabilità del datore di lavoro per tutte le comunicazioni spedite dai dipendenti sia lavorative sia personali. In questo senso è giustificato un attento controllo da parte del datore, ma di contro la normativa della Costituzione Federale americana tutela i dipendenti federali pubblici attraverso il 4° Emendamento nelle ipotesi di irragionevoli indagini del governo federale e locale;
  • Gran Bretagna: Il sistema britannico ha quale presupposto logico-giuridico quello della proprietà esclusiva dell’imprenditore dei mezzi per l’esercizio dell’impresa, principio che si estende pertanto anche al sistema informatico aziendale, ivi compresa la posta aziendale;
  • Francia: il sistema francese pone l’attenzione sulla necessità che l’impresa debba proteggersi rispetto alla continua evoluzione di internet e dei sistemi telematici, ciò anche nei confronti dei dipendenti ai quali siano stati forniti strumenti per l’esercizio della loro attività lavorativa, al fine di evitare abusi e azioni pregiudizievoli nei confronti del datore di lavoro.

 

Leggi l’approfondimento “Utilizzo dell’email aziendale”.

 

Luigi Piscitelli

@L_Piscitelli

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