Contributi previdenziali: l’omesso versamento non è più reato

di Luigi Piscitelli - 25 febbraio 2016

L’omesso versamento dei contributi previdenziali non è più reato. Con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 8/2016, infatti, dal 6 febbraio 2016 l’omissione non è più perseguibile penalmente  se non supera la soglia di 10.000 euro annui. Ad analizzare i cambiamenti intervenuti con il decreto è la circolare n. 5/2016 della Fondazione studi dei Consulenti del lavoro.

 

COSA CAMBIA CON LA RIFORMA

L’art. 3, comma 6 del D.Lgs. n. 8/2016 interviene a sostituire il comma 1 bis dell’art. 2 del D.L. n. 463/1983, che puniva con la reclusione fino a tre anni l’omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti.

Nella nuova formulazione, la perseguibilità penale dell’illecito – che prevede ancora la reclusione fino a tre anni e una multa fino a 1.032 euro – è confermata soltanto quando l’omesso versamento delle ritenute è riferito a un importo superiore a 10.000 euro annui. Al di sotto di tale soglia, l’omissione è punita soltanto con una sanzione amministrativa pecuniaria, che va da un minimo di 10.000 e un massimo di 50.000 euro, limiti individuati dalla nuova disposizione.

Il datore di lavoro non è punibile, né assoggettabile alla sanzione amministrativa, quando provvede al versamento delle ritenute entro tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’avvenuto accertamento della violazione.

 

VIOLAZIONI COMMESSE PRIMA DELL’ENTRATA IN VIGORE DEL DECRETO

Ai sensi del primo comma dell’art. 8 del D.Lgs. n. 8/2016, le nuove norme che sostituiscono sanzioni penali con sanzioni amministrative si applicano anche alle violazioni commesse prima della data di entrata in vigore del decreto stesso, sempre che il procedimento penale non sia stato definito con sentenza o con decreto divenuti irrevocabili.

La norma conferma dunque il principio generale, formalizzandolo all’interno dello specifico sistema di depenalizzazione dalla stessa introdotto, come voluto dalle Sezioni Unite della Corte di cassazione: espressa applicazione del più favorevole regime sanzionatorio amministrativo anche ai fatti commessi prima dell’entrata in vigore della riforma stessa. In virtù di ciò, la sanzione amministrativa pecuniaria applicata non potrà essere di importo superiore al massimo della pena originariamente inflitta per il reato (comma 3).

L’art. 9 poi, disciplina le modalità ed i tempi per l trasmissione degli atti all’autorità amministrativa, da parte dell’autorità giudiziaria, ai fini dell’applicazione della normativa in discorso.

 

Leggi la circolare “L’omesso versamento dei contributi previdenziali non è più reato”.

 

Luigi Piscitelli

@L_Piscitelli

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