Consulenti del lavoro, guida alle dimissioni on line

di Gabriele Ventura - 23 novembre 2016

Una guida per le dimissioni telematiche rivolta ai consulenti del lavoro. La categoria è infatti stata inserita tra quelle abilitate ad inviare online le dimissioni per conto dei lavoratori, a partire dall’8 ottobre scorso, data di entrata in vigore del dlgs n. 185/2016, divenuto operativo il 24 ottobre. Il vademecum, messo a punto dalla Fondazione studi dei consulenti del lavoro, esamina i passaggi chiave della procedura e gli strumenti che il professionista deve possedere per inviare le dimissioni (firma digitale e registrazione a ClicLavoro).

Dal 26 ottobre scorso i lavoratori dipendenti possono affidare agli studi dei consulenti del lavoro le proprie dimissioni per tutti gli adempimenti telematici conseguenti a tale atto. La procedura di invio, specifica la guida, è stata riformata dal Jobs act e dal decreto ministeriale relativo il 12 marzo scorso: da cartacee con successiva convalida, infatti, oggi i lavoratori dipendenti possono presentare le proprie dimissioni solo on line, su modello predefinito, in modo autonomo con il PIN Inps, oppure senza PIN tramite soggetti abilitati, tra i quali, appunto, i consulenti del lavoro. La Fondazione studi ha predisposto a giugno 2016 una prima guida dedicata ai lavoratori e utile, sia per effettuare tutte le procedure in modo autonomo, sia per rivolgersi agli intermediari. La guida è stata poi aggiornata ad ottobre 2016, inserendo i consulenti del lavoro tra i soggetti abilitati e contenente le regole normative e di prassi su data decorrenza, preavviso, deroghe.

In sintesi, i passaggi che deve effettuare il consulente del lavoro sono:

  • Dotarsi in via preventiva di firma digitale e di credenziali ClicLavoro
  • Ricevere le dimissioni dal lavoratore
  • Firmarle digitalmente
  • Inviarle con procedura on line sul ClicLavoro
  • Rilasciare ricevuta al lavoratore

 

La Firma Digitale è l'equivalente informatico di una tradizionale firma autografa apposta su carta e possiede le seguenti caratteristiche:

  • autenticità: la firma digitale garantisce l’identità del sottoscrittore;
  • integrità: la firma digitale assicura che il documento non sia stato modificato dopo la sottoscrizione;
  • non ripudio: la firma digitale attribuisce piena validità legale al documento, pertanto il documento non può essere ripudiato dal sottoscrittore.

Il documento unico di iscrizione in formato tessera, specifica la circolare, è utilizzabile anche per tale scopo perché:

  • costituisce documento di riconoscimento del titolare valido all’interno dei confini nazionali
  • contiene la firma digitale dell’iscritto
  • contiene il certificato di ruolo dell’iscritto
  • è associato ad una posta elettronica certificata

 

I consulenti del lavoro devono poi registrarsi a ClicLavoro e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali abiliterà le utenze all’invio telematico delle dimissioni volontarie, senza attendere una comunicazione sull’avvenuta iscrizione. I Consulenti del Lavoro già abilitati all’invio delle chiamate intermittenti sono automaticamente abilitati all’invio delle dimissioni telematiche e possono verificare lo stato di avanzamento accedendo all’Area Riservata del portale ClicLavoro, selezionando il profilo “Consulente del Lavoro”. Non occorre, quindi, in entrambe le ipotesi, specifica la circolare della Fondazione, inviare richieste di abilitazione all’assistenza tecnica del portale. Sul portale ClicLavoro è disponibile la guida prodotta dal Ministero, che spiega come effettuare la registrazione.

I soggetti abilitati, sottolinea la Fondazione, sono responsabili dell’accertamento dell’identità del lavoratore che richiede la trasmissione del modello telematico. I professionisti dovranno quindi adottare tutte le misure idonee all’accertamento dell’identità del lavoratore che si reca presso le loro sedi per accedere alla procedura telematica. 

Gabriele Ventura

@gabrivent

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