Trasfertisti, no alle agevolazioni se manca un requisito

di Gabriele Ventura - 21 dicembre 2016

Le agevolazioni fiscali per i trasfertisti sotto la lente dei consulenti del lavoro. La Fondazione studi ha infatti pubblicato un approfondimento, dal titolo "Trasferte e trasfertisti: la norma di interpretazione autentica apre la strada ai rimborsi", che si sofferma, in particolare, sulle condizioni necessarie per usufruire degli incentivi i lavoratori “da trasferta” introdotti dal decreto fiscale.

In particolare, sono tre le condizioni da rispettare:

  • nel contratto o lettera di assunzione non deve essere indicata la sede di lavoro
  • l'attività lavorativa deve richiedere la continua mobilità del dipendente;
  • l’indennità di trasfertista o la maggiorazione di retribuzione deve essere corrisposta in modo continuativo, a prescindere dalla trasferta.

Il rispetto di questi tre requisiti deve essere contemporaneo, come prescritto dalla legge di conversione del decreto fiscale, a differenza di quanto affermato dalla giurisprudenza. La Cassazione, infatti, sottolinea la Fondazione studi dei consulenti del lavoro, con la sentenza n.396 del 13 gennaio 2012, aveva sostenuto che era sufficiente dimostrare la continua mobilità del lavoratore anche nei casi in cui veniva indicata la sede di lavoro nel contratto o nella lettera di assunzione o non c'era continuatività delle erogazioni.

L’approfondimento della Fondazione studi si concentra in particolare sui tre requisiti, frutto di una norma di interpretazione autentica, precisando che le novità sono sostanzialmente due: la prima riguarda la modalità di riconoscimento della maggiorazione, in quanto la norma di interpretazione autentica riduce il campo di applicazione passando da una modalità libera, ad una modalità più rigida. La seconda novità, invece, consiste nel fatto che la norma impone che i tre requisiti siano coesistenti.

In mancanza di uno di questi si dovrebbe quindi riconoscere il trattamento previsto per la trasferta dal comma 5, articolo 51 del Dpr 917/1986. Secondo gli esperti, però, il datore di lavoro deve applicare anche le condizioni stabilite dal comma 5 affinché si possa godere del regime agevolato fiscale e contributivo, altrimenti, sottolinea la Fondazione studi, si dovranno versare oneri previdenziali e assicurativi aggiuntivi. Quando, ad esempio, il lavoratore è impiegato in luoghi diversi ma tutti all’interno dello stesso Comune non si può più parlare di trasferta o di trasfertista e non si può neanche beneficiare delle fasce di esenzione nella misura del 50%, che venivano riconosciute ai trafertisti.

Il documento si sofferma in particolare sul regime fiscale e contributivo delle trasferte e dei trasfertisti. In caso di trasferta fuori dal territorio comunale, infatti, si prevede la completa esenzione fiscale e previdenziale delle relative indennità entro i limiti di 46,48 euro giornaliere, per trasferta in Italia, e di 77,47 euro giornaliere per trasferte all'estero (Art. 51 comma 5 TUIR). Nessuna esenzione è prevista invece, nel caso in cui il lavoratore svolga la sua attività fuori dalla sede di lavoro abituale ma all’interno del comune di riferimento. Diverso trattamento è riconosciuto, invece, alle indennità corrisposte per il trasfertismo in quanto formano base imponibile ai fini fiscali e previdenziali nella misura del 50% del loro ammontare (Art. 51 comma 6 TUIR).

Infine, secondo la Fondazione studi, la natura di interpretazione autentica della norma produce gli effetti anche in modo retroattivo e nei limiti della prescrizione quinquennale, salvo sulle questioni passate già in giudicato. Ne consegue che, in relazione alle diverse ipotesi che si possono realizzare, qualora le aziende avessero applicato fino ad oggi il regime fiscale e contributivo del comma 6, potrebbero richiedere anche il rimborso dei maggiori oneri sostenuti. Per poter avere diritto al rimborso, conclude la Fondazione studi, le aziende devono poter provare per il passato l’effettiva trasferta avvenuta almeno fuori dal comune.

 

Il documento della Fondazione studi dei Consulenti del lavoro "Trasferte e trasfertisti: la norma di interpretazione autentica apre la strada ai rimborsi", è disponibile al seguente LINK

 

Gabriele Ventura

@gabrivent 

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