Responsabilità solidale negli appalti sotto la lente dei commercialisti

di Gabriele Ventura - 13 gennaio 2017

La responsabilità solidale a carico del committente imprenditore o datore di lavoro in merito agli obblighi gravanti sull’appaltatore e sull’eventuale subappaltatore. È il focus di un memorandum del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, a cura del gruppo di Lavoro, che passa in rassegna la normativa vigente, con le recenti modifiche che hanno riguardato principalmente la posizione soggettiva del committente e dell’appaltatore. Il filo conduttore delle modifiche è, in particolare, il coinvolgimento del committente, in qualità di garante, nel rispetto degli obblighi gravanti sull’appaltatore e sull’eventuale subappaltatore. Per quanto riguarda la responsabilità solidale, l’art. 1292 del codice civile descrive la situazione in cui due o più soggetti sono obbligati al pagamento di un debito o comunque all’esecuzione di una prestazione in favore di un creditore.

In questa situazione il creditore ha diritto di pretendere il pagamento dell’intero credito indifferentemente da uno dei soggetti solidamente responsabili, specifica il documento, e l’adempimento effettuato da uno di essi libera anche gli altri.

Riassumendo gli obblighi gravanti su committenti e appaltatori, il memorandum afferma che:

  • il committente è responsabile:
  1. in solido con l’appaltatore, ai sensi dell’art. 1676 c.c., per quanto è dovuto ai dipendenti dell’appaltatore per l’attività eseguita nell’appalto (retribuzioni, indennità, rimborsi, etc.), nei limiti del debito che il committente ha verso l'appaltatore nel tempo in cui essi propongono la domanda, ma senza limiti di tempo;
  2. in solido con l’appaltatore ed il subappaltatore, ai sensi dell’art. 29 comma 2° D.Lgs. 276/2003, per il pagamento dei trattamenti retributivi e per il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi, con il limite temporale di due anni dalla cessazione dell’appalto, ma senza limitazione di importo;
  3. in solido con l’appaltatore ed il subappaltatore, ai sensi dell’art. 26 comma 4° D.Lgs. 81/2008, per il risarcimento dei danni subiti dal dipendente dell’appaltatore o del subappaltatore in conseguenza di infortunio sul lavoro o malattia professionale, per la parte non oggetto di indennizzo da parte degli enti assicuratori obbligatori.
  • l’appaltatore assume nei confronti del subappaltatore la stessa posizione giuridica assunta dal committente nei confronti dell’appaltatore, con le conseguenze ora descritte.

 

Il memorandum fornisce infine alcuni suggerimenti operativi per cercare di ridurre i rischi che gravano sul committente. A questo fino, è opportuno inserire nel contratto d’appalto clausole che:

  • subordinino la possibilità di subappalto alla specifica approvazione scritta del committente;
  • impongano all’appaltatore di utilizzare solo personale regolarmente assunto, assicurato e retribuito nelle forme di legge, con applicazione dei CCNL sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
  • prevedano il diritto del committente di precludere l’accesso ai luoghi di svolgimento dell’attività al personale del quale l’appaltatore non abbia dimostrato il regolare inquadramento;
  • consentano al committente di sospendere il pagamento del corrispettivo fino al momento in cui l’appaltatore non abbia dimostrato l’adempimento delle obbligazioni retributive, fiscali e contributive relative al personale impiegato nell’appalto.

Infine, gli autori consigliano di stipulare polizze per la responsabilità RCO/RCT che espressamente prevedano la copertura anche per gli infortuni eventualmente subiti da personale dell’appaltatore di cui il committente sia tenuto a rispondere ai sensi della normativa sopra richiamata.

 

Gabriele Ventura

@gabrivent

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