Festival del Lavoro 2015: consulenti a Palermo per il rilancio del Paese

di Gabriele Ventura - 19 maggio 2015

Conto alla rovescia per il Festival del Lavoro 2015. Formazione, capitale umano, sviluppo, occupazione i temi al centro di questa edizione, che prenderà il via tra poco più di un mese: dal 25 al 27 giugno a Palermo, infatti, si terrà la 6° manifestazione organizzata dal Consiglio nazionale dei Consulenti del lavoro e dalla Fondazione Studi. Tre giorni per analizzare i fattori che ancora ostacolano la crescita del Paese e formulare la ricetta migliore con cui rimettere in moto il sistema. Attesi, per dibattere delle riforme del lavoro, i protagonisti politici che hanno scritto materialmente le leggi. Ma anche i cittadini, che solitamente subiscono le regole per loro incomprensibili, e i giovani e giovanissimi che si apprestano ad affacciarsi al mondo del lavoro. A disposizione, gli esperti della Fondazione studi nei “laboratori di approfondimento tematici” e nel “question time” per rispondere a tutti i dubbi normativi. A illustrare a MySolution Post le principali novità e obiettivi di questa edizione del Festival del Lavoro è il presidente della Fondazione Studi, Rosario De Luca.

 

Quali sono i temi più importanti che verranno affrontati in questa edizione del Festival?

Certamente non potremo prescindere dal dibattere le riforme del lavoro e, come da tradizione, lo faremo con i protagonisti politici che hanno scritto materialmente le leggi. Ma anche di legalità in una terra simbolo della lotta alla mafia, di immigrazione in un momento un cui la Sicilia è diventata la porta di accesso principale degli immigrati e di economia in una stagione in cui si annuncia da più parti una ripresa economica che però non è riscontrabile nei consumi quotidiani.  Ancora, gli esperti della Fondazione studi saranno a disposizione nei “laboratori di approfondimento tematici” e nel “question time” per rispondere a tutti i dubbi normativi. Ancora, parleremo ai giovani e giovanissimi del mondo del lavoro con il quale si dovranno confrontare. Illustreremo con quali strumenti, fondi europei o Microcredito, trasformare un’idea in un progetto di lavoro concreto. E a chi, non più giovanissimo, ha perso il lavoro metteremo a disposizione un vademecum per il ricollocamento.

 

Cosa vi aspettate da questo appuntamento, giunto alla sua sesta edizione?

Siamo ormai in presenza di un evento atteso e consolidato, un appuntamento imperdibile per chi vuole parlare di lavoro a tutto tondo. Quest'anno abbiamo scelto Palermo perché vogliamo affrontare, come detto, il tema dell'immigrazione nei territori che possiamo definire di “frontiera”. La sensibilizzazione alle tematiche del lavoro e la partecipazione dei non addetti ai lavori è da sempre il nostro obbiettivo quindi ci aspettiamo una grande partecipazione dei cittadini che solitamente hanno un ruolo passivo e subiscono le regole spesso per loro incomprensibili.

 

Come si è evoluta la professione del Consulente del lavoro in questi anni, caratterizzati dalla crisi, e quali le prossime sfide che lo attendono?

Essere Consulente del Lavoro oggi significa fare da tramite fra il mondo delle istituzioni, della pubblica amministrazione da una parte e delle aziende e dei lavoratori dall'altra. L'attività contabile ormai è solo una parte, seppure fondamentale, di una nuova figura professionale sempre più vicina agli aspetti sociali, giuridici e della sicurezza. Il lungo periodo di crisi ci ha visti protagonisti nella gestione delle conseguenti ricadute sull'occupazione, abbiamo gestito relazioni industriali e sindacali per il corretto ricollocamento e/o sostegno al reddito dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro. Siamo da tempo impegnati nel portare avanti il lavoro etico, del rispetto della legalità, ma anche nella ricerca di nuovi settori di attività. Solo per citarne alcuni siamo intermediari nella ricerca e selezione del personale, della  sicurezza nei luoghi di lavoro, offriamo alle aziende consulenze per il corretto posizionamento nel mercato del lavoro. La nuova sfida è diventare sempre di più consulenti strategici per i nostri clienti.

 

Come vedete il mercato del lavoro in questo momento? Ci sono spiragli per uscire dalla crisi?

Vorrei ribadire quello che sostengo da lungo tempo: il lavoro non si crea per decreto! Quello che occorre è una forte dose di coraggio da parte delle istituzioni nell'investire in infrastrutture e creare l'humus indispensabile affinché i privati riacquistino quella fiducia indispensabile per avviare nuove attività. Va innescato un circolo virtuoso che non può partire dai privati. É finito il tempo, se mai è stato necessario, dei sacrifici imposti dalla comunità europea e fatti propri dal nostro legislatore che evidentemente non hanno sortito gli effetti sperati.

 

Uno dei punti cardine del Festival sarà quello della diffusione della cultura legalità. Quale il ruolo del Consulente del lavoro in questo senso e quali gli strumenti a disposizione?

Il nostro ruolo è quello di guidare le imprese in un percorso, certamente faticoso ma possibile, di una corretta gestione dei rapporti di lavoro. I facili risparmi non sono mai stati suggeriti dai Consulenti semplicemente perché sono spesso al limite della legalità e non pagano sulla lunga distanza. Il nuovo fronte su cui siamo impegnati è l'Asse.Co. Si tratta di una procedura volontaria di asseverazione, nata da un accordo sottoscritto con il Ministero del Lavoro, che consente alle aziende che la vorranno conseguire e cosa più importante mantenere, una serie  di vantaggi primo fra tutti la certezza di essere in regola non solo dal punto di vista contributivo ma anche contrattuale. Ma non è tutto, le aziende asseverate dai Consulenti del Lavoro saranno inserite in una “White List” pubblicata sui siti web del Ministero e del nostro Consiglio Nazionale con la conseguente intrinseca garanzia di regolarità che ne faciliterà l'accesso agli appalti. 

 

Un altro campo dove i Consulenti del lavoro vogliono giocare un ruolo da protagonisti è quello del Microcredito. Quale è stata la risposta degli iscritti alla vostra iniziativa di mettere a disposizione degli sportelli informativi dedicati?

Il tessuto produttivo italiano è fatto per la maggior parte di piccole e piccolissime imprese. Sono queste che da sempre, ed in special modo durante la crisi, subiscono i maggiori disagi. L'accesso al credito è stato in questi anni fortemente ristretto dal sistema bancario. La mancanza di garanzie da parte di questa importante fetta di aziende ne ha spesso causato l'espulsione dal mercato anche solo per la mancanza di liquidità. Il fondo per il Microcredito può a nostro avviso dare un piccolo ma  significativo aiuto a queste realtà. Per questo abbiamo voluto creare una rete capillare sul territorio per dare gratuitamente una prima corretta informazione alle aziende. I colleghi hanno aderito numerosi ed entusiasti tanto da costringerci ad aggiornare costantemente l'elenco che peraltro abbiamo reso disponibile sul nostro portale di categoria www.consulentidellavoro.it.


Gabriele Ventura

@gabrivent

prev
next

0 Commenti :

Commento

Captcha