Cndcec: commercialisti in politica cercansi

di Gabriele Ventura - 29 ottobre 2014

AAA commercialisti con un piede in politica cercansi. Ne ha bisogno il Consiglio nazionale per rafforzare il rapporto con le stanze dei bottoni a livello nazionale e locale. Per questo, ha richiesto agli Ordini territoriali di segnalare i nominativi di iscritti che abbiano incarichi politici in Parlamento, nei Consigli regionali, nelle Giunte esecutive di province e comuni. Ovvero che intrattengano, sempre in ambito politico, importanti rapporti istituzionali a livello locale. “Tale richiesta”, si legge sul sito dell’Odcec di Verona, “si inserisce nella volontà di ricreare una fitta rete di interlocutori con il mondo politico, sensibili alle esigenze della nostra professione”. D’altra parte, che il Consiglio nazionale si sia posto, dal suo insediamento, come primario obiettivo quello di attivare un fitto dialogo con le istituzioni sui provvedimenti che riguardano la categoria, lo si capisce osservando il numero di incontri e di richieste avanzate a Governo e Parlamento dal presidente, Gerardo Longobardi, e dalla sua squadra, su questioni che vanno dai controlli negli enti locali, alla giustizia civile, alla Tasi e al terzo settore. Con i vertici di categoria che hanno voluto fin da subito recuperare il tempo perso durante il periodo del commissariamento. Ma vediamo le tematiche sulle quali il Cndcec si sta muovendo.
 

CONTROLLI NEGLI ENTI LOCALI 

Il tema dei controlli negli enti locali rappresenta un argomento molto caro ai commercialisti italiani, in merito al quale il Cndcec ha inviato settimana scorsa una lettera al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al sottosegretario di Palazzo Chigi Graziano Delrio e ai ministri di Interno, Economia e Affari Regionali Angelino Alfano, Pier Carlo Padoan e Maria Carmela Lanzetta. La missiva, inviata e firmata dal presidente Longobardi, contiene una serie di osservazioni sulla figura del revisore, sulle finalità delle sue funzioni e del suo operato. Secondo i commercialisti, i provvedimenti normativi che si sono succeduti negli ultimi anni in materia di revisione negli enti locali, se da un lato hanno ampliato le competenze e le responsabilità del revisore, dall’altro non hanno creato un calibrato sistema per individuare le competenze e le professionalità più adeguate alle esigenze peculiari dei singoli enti locali. Ad essere chiamato in causa è l’attuale meccanismo di selezione dei revisori fondato sull’ estrazione a sorte. Secondo i commercialisti si tratta di un sistema che rischia sia di dissipare importanti patrimoni culturali, professionali e di esperienza, sia di ostacolare il corretto ricambio generazionale, impedendo fisiologici “travasi” di competenze e crescita di nuove e giovani figure in grado di fronteggiare le gravose responsabilità connesse al ruolo.
 

TERZO SETTORE

Altra battaglia che sta conducendo il Cndcec riguarda il terzo settore. Con la richiesta di un riordino complessivo del sistema normativo che garantisca più elevati livelli di omogeneità e armonizzazione, intervenendo anche sui benefici concessi ai soggetti in un’ottica di certezza normativa ed economica. È la proposta contenuta nel documento presentato al sottosegretario al Welfare, Luigi Bobba, da Sandro Santi, Consigliere con delega al No profit, in riferimento al disegno di legge sulla riforma del Terzo settore. Nel documento consegnato a Bobba, i commercialisti sostengono la necessità di procedere al riordino e all’armonizzazione delle diverse forme di fiscalità agevolata attualmente vigenti in questo settore attraverso:

  • l’adozione di un’unica definizione di ente non commerciale ai fini fiscali;
  • la razionalizzazione e la semplificazione del regime di deducibilità e detraibilità, ai fini delle imposte dirette, delle erogazioni liberali disposte a favore del Terzo settore;
  • la riforma strutturale dell’istituto della destinazione del 5 per mille dell’IRPEF in base alle scelte espresse dai contribuenti;
  • la razionalizzazione delle tax expenditure.
     

ANTIRICICLAGGIO

Cndcec in campo anche sull’antiriciclaggio, grazie al tavolo promosso dal sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti. Secondo i commercialisti è necessario un attento ripensamento delle disposizioni vigenti in materia di sanzioni, ritenute sproporzionate e inefficaci. Altri nodi aperti, per il Cndcec, la delega fiscale, la giustizia civile e l’amministrazione dei beni sequestrati alla mafia.


Gabriele Ventura

@gabrivent

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