Posca (Unico): commercialisti pronti per la protesta a oltranza

di Gabriele Ventura - 31 gennaio 2017

I commercialisti andranno avanti a oltranza con la protesta se non saranno applicate le modifiche normative richieste. Lo afferma Domenico Posca, presidente di Unico, una delle sette sigle sindacali di categoria che hanno dato vita alla manifestazione generale del 14 dicembre scorso e al primo sciopero dei commercialisti che si svolgerà dal 28 febbraio al 7 marzo prossimi.

Certo è che, per il momento, sottolinea Posca, le risposte del Ministero dell’economia e delle finanze sono state timide e “del tutto insufficienti”.

 

Domanda. Che risposta si aspetta dalla categoria in quanto a partecipazione all’iniziativa? Superiore alla manifestazione?

Risposta. La risposta della categoria dipende da diversi fattori. Tra questi, in primis, la voglia e la determinazione nel portare sino in fondo le ragioni della protesta. In secondo luogo il livello di convinzione che possa servire a qualcosa. Peserà, infine, la valutazione dei problemi legati alla gestione delle conseguenze delle eventuali sanzioni che illegittimamente potrebbero intervenire.

 

D. Avete avuto risposte da parte del Governo dopo la manifestazione e la conferma dei giorni di sciopero?

R. Nessuna risposta, se non le timide e del tutto insufficienti aperture negli ultimi incontri al Ministero dell’economia e delle finanze.

D. Quale reazione vi aspettate dalle Istituzioni. In caso di riscontro negativo, avete in programma nuove iniziative?

R. Auspichiamo che le istituzioni tutte (Ministero dell’economia e delle finanze , Agenzia delle Entrate, Governo, Parlamento ) comprendano finalmente l’importanza e la fondatezza delle nostre ragioni. Senza dubbio, in assenza di risposte concrete e di fatti concludenti, ossia modifiche normative, l’azione di protesta proseguirà.

 

D. Come valuta la risonanza avuta sugli organi di stampa? L’iniziativa dei commercialisti può essere stata sottovalutata o considerata “scomoda”?

R. La stampa ha dato ampio risalto alla protesta e alle nostre ragioni e continuerà a farlo, perché le motivazioni sono sacrosante e i disagi di professionisti e imprese sono profondi. La nostra iniziativa è senz’altro scomoda perché porta alla luce le anomalie di un sistema inefficiente che, da troppo tempo, si pensa di aggiustare sulle spalle dei commercialisti

 

Gabriele Ventura - Giornalista

@gabrivent

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