ORGANIZZARE LO STUDIO

Focus on... Crowdfunding!

Crowdfunding significa “finanziamento dalla folla” di internet, naturalmente. La rete è lo strumento e al tempo stesso il garante, mentre la “folla” è il sostenitore e il primo e unico interlocutore. In tal senso il crowdfunding potrebbe essere considerato un affine digitale del microcredito, pur non trattandosi di un prestito: è il network relazionale a sostenere la buona idea e a renderla realizzabile.

di Giuliana Narbone - 19 marzo 2014
F

I clienti come scelgono il professionista?

È fondamentale sapere come i clienti scelgono e acquistano i servizi erogati dai commercialisti. In tal senso è opportuno chiedersi che cosa è importante per loro, che cosa influisce sulla loro decisione, per quali ragioni scelgono proprio quel professionista e non un altro e, infine, quali motivazioni li spingono a restare suoi clienti.

di Giulia Picchi - 18 marzo 2014
F

Array, lo studio “non associato” che mette in rete i professionisti

Unire le competenze di diversi professionisti senza però condividere uno spazio fisico: è questa la filosofia che contraddistingue Array, un gruppo informale di avvocati indipendenti che ha dato vita a uno studio legale con una struttura a rete.

di Luigi Piscitelli - 14 marzo 2014
F

Pubblicità per studi professionali, perché no?

La pubblicità, a maggior ragione se utilizzata nel mondo dei servizi professionali, serve a comunicare l’identità e la reputazione di uno studio, a rafforzarne il posizionamento e a far emergere quelle caratteristiche distintive per cui uno studio è conosciuto.

di Silvia Pavone - 13 marzo 2014
F

L'innovazione: persone prima di tecnologia

L’innovazione è più spesso, e con maggiore efficacia, una road-map. Una progressione che offre alle organizzazioni una sostenibilità reale al rinnovamento, il quale deve essere sensibile al terreno in cui questa si gioca: cultura organizzativa e persone.

di Alessandro Donadio - 6 marzo 2014
F

Perché lo Studio professionale oggi richiede un leader?

In ambito aziendale si suole distinguere la figura del manager da quella del leader. Ora che lo studio sta assumendo dimensioni e logiche vicine a quelle prettamente imprenditoriali, possiamo mutuare da tali ambiti la distinzione e fare un po’ di chiarezza per capire se e come essa possa valere anche in una organizzazione di Studio.

di Mario Alberto Catarozzo - 28 febbraio 2014
F

Fronteggiare il drago burocratico in azienda

Anche quando un processo nato per risolvere un reale problema sta producendo effetti contrari (forse perché fronteggia un problema che, di fatto, non esiste più), nella sua forma disfunzionale non può essere messo in discussione. In questo senso la burocrazia diviene un drago che si rivolta contro chi lo ha alimentato per anni, che ora ne è schiavo ben più di quanto sia in grado, o abbia voglia, di ammettere.

di Alessandro Donadio - 4 febbraio 2014
F

L’office manager in studio, nuova figura per un “vecchio” ruolo

Lo studio professionale si avvia sempre di più verso una impostazione di tipo aziendale, fatta di ruoli, di funzioni, di budget, pianificazione, marketing. Anche nello Studio di piccole dimensioni, le classiche “boutique”, come vengono oggi chiamate per distinguerle dalle più articolate organizzazioni, batte oramai un cuore imprenditoriale accanto a quello del professionista tuttofare.

di Mario Alberto Catarozzo - 31 gennaio 2014
F

Il posizionamento, questo sconosciuto

Uno dei primi sforzi che i professionisti devono compiere è quello di stabilire quale sarà il posizionamento – per lo meno quello desiderato - dello studio, ossia con quale “proposizione di valore” esso intende rivolgersi ai clienti del segmento target e per quali caratteristiche lo studio intende essere riconosciuto sul mercato. Il posizionamento deve consentire ai clienti di identificare lo studio in modo chiaro e distintivo rispetto ai concorrenti.

di Giulia Picchi - 24 gennaio 2014
F

Come negoziare la parcella professionale: verso il “take away” dei servizi e il “pay per use”

Il trend in atto vede spostarsi il baricentro, nel rapporto professionista-cliente, verso quest’ultimo. È sempre di più il cliente a “fare” il mercato, quindi con la propria richiesta di servizi a definire le caratteristiche degli stessi e anche il relativo valore. Un tempo il cliente si affidava al professionista che prendeva in mano la situazione e gestiva, se non in completa autonomia, comunque con ampio margine di azione le attività. Oggi le cose stanno diversamente.

di Mario Alberto Catarozzo - 15 gennaio 2014
F

« 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 »