I professionisti tra specializzazione e sfida tecnologica

di Andrea Arrigo Panato - 24 marzo 2014

Le professioni intellettuali stanno attraversando un periodo di grande cambiamento. Purtroppo mentre il Mercato spinge verso una gestione più specializzata e dinamica degli Studi la pubblica amministrazione contribuisce a rafforzare lo scetticismo dei professionisti più tradizionali verso l’uso delle nuove tecnologie. 

GLI AVVOCATI SI SPECIALIZZANO

È di qualche giorno fa il riconoscimento del Ministero della Giustizia, mediante schema di decreto trasmesso al Consiglio nazionale forense, di 14 aree di specializzazione per gli avvocati. Ogni avvocato potrà veder riconosciuta una sola specializzazione.

Si va quindi a formalizzare una tendenza già in atto da tempo sul mercato che vede i professionisti (quanto meno nelle realtà più grandi) focalizzarsi su precisi ambiti del diritto con l’obiettivo di fornire consulenze più veloci e di maggiore qualità. Sotto riportiamo le aree di specializzazione e ambiti di competenza.

Area 1 - Diritto delle persone e della famiglia

Diritto di famiglia;
diritto delle associazioni, delle fondazioni e dei comitati;
diritto dell’immigrazione;
diritto delle successioni;
diritto minorile.

Area 2 - Diritto della responsabilità civile
Diritto della responsabilità civile per danni a cose e persone.

Area 3 - Diritto penale
Diritto penale.

Area 4 - Diritti reali, condominio e locazioni
Diritti di proprietà e altri diritti reali;
divisioni;
diritto del condominio degli edifici;
diritto delle locazioni;
diritto agrario.

Area 5 - Diritto dell’ambiente
Diritto dell’ambiente.

Area 6 - Diritto amministrativo
Diritto amministrativo.

Area 7 - Diritto industriale e della proprietà intellettuale
Diritto industriale e della proprietà intellettuale.

Area 8 - Diritto commerciale e della concorrenza
Diritto dell’impresa e delle società;
diritto dei contratti commerciali;
diritto della concorrenza.

Area 9 - Diritto dell’esecuzione forzata e delle procedure concorsuali
Diritto dell’esecuzione forzata e delle procedure concorsuali;
diritto della crisi da sovraindebitamento.

Area 10 - Diritto bancario e finanziario
Diritto bancario e finanziario.

Area 11 - Diritto tributario
Diritto tributario e diritto doganale.

Area 12 - Diritto del lavoro, della previdenza e dell’assistenza sociale
Diritto del lavoro, della previdenza e dell’assistenza sociale.

Area 13 - Diritto dell’Unione europea
Diritto dell’Unione europea.

Area 14 - Diritto internazionale
Diritto internazionale.

LO STRANO RAPPORTO CON LA TECNOLOGIA

L’Osservatorio Ict & Professionisti fornisce dati sconfortanti sul rapporto tra professionisti e tecnologia come ben analizzato in un recente articolo sul quotidiano on line Linkiesta: “Gli studi di avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro non sono, o non sono più, ostili alla tecnologia in sé. Ma hanno un problema di alfabetizzazione informatica: pensano di spendere per comprare Pc più potenti ma sono poco interessati a software di gestione più raffinati.”

Nello stesso tempo invece non stupisce che le nuove tecnologie vengano percepite dai professionisti più giovani come leva strategica per rinnovare una gestione antiquata della professione grazie a nuove modalità di ottimizzazione dei tempi e delle risorse.

Un mondo, quello dei professionisti, in sintesi, che percepisce l’importanza dell’ict ma che per pigrizia e incapacità (dei professionisti ma forse anche delle case di software) non riesce a sfruttare questo potenziale nella gestione quotidiana dello studio.

Temo che una parte di colpa debba essere attribuita anche alla pubblica amministrazione che pur cercando di avventurarsi sulla strada dell’informatizzazione dei processi è riuscita a complicare e rendere più oneroso ciò che invece avrebbe dovuto rappresentare una soluzione vantaggiosa per professionisti e cittadini.

La pubblica amministrazione potrebbe avere un ruolo straordinario nello stimolare il Paese all’uso delle nuove tecnologie; se ancora oggi viviamo con disagio, invii e processi telematici pensiamo a che impulso potrebbe dare se ben gestita all’adozione di tecnologie come: cloud, fattura elettronica, archiviazione documentale, eccetera.

Queste tendenze a volte contrastanti non fanno che rallentare e rendere piu faticoso un percorso ormai inarrestabile verso l’evoluzione della professione che vedrà polarizzarsi in ciò che, banalizzando, possiamo a mio parere chiamare:

  • la boutique: alta specializzazione, consulenza fortemente personalizzata e caratterizzata da elevata complessità. Una realtà tra università ed internalizzazione;
  • l’industria: consulenza standardizzata, a costi ridotti, focalizzata sull’ottimizzazione della gestione e sull’implementazione della tecnologia.

Sia chiaro che entrambe dovranno confrontarsi sul piano della qualità.

Da parte mia non c’è nessun intento svilente di quella che chiamo “industria”.

Il pericolo sarà non riuscire ad applicare nessuno dei due modelli di business e restare bloccati a metà del guado senza trovare un adeguato posizionamento di mercato.


Andrea Arrigo Panato

@commercialista

 

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