Il futuro delle professioni per il 2016

di Mario Alberto Catarozzo - 2 febbraio 2016

Da soli, in condivisione di spese, associati, in società. Questi i principali scenari dell’esercizio della professione nel 2016. Quale sarà la scelta migliore in ottica strategica? Quali le considerazioni da fare per poter scegliere? Vediamo.

 

BUSINESS FOR BUSINESS

La prima considerazione che il professionista dovrà compiere in questo inizio d’anno è la propria situazione di business. Qui andrà considerata non solo la clientela attuale (pagante e non pagante), ma anche le potenzialità di svilupparne di nuova. In questo modo il professionista potrà valutare se, unicamente in ottica di business development, avrà la forza di proseguire da solo il viaggio professionale, oppure optare per altre soluzioni con altri professionisti della stessa o di altre categorie professionali.

 

STRESS E QUALITÀ DI VITA

Sul piatto della bilancia andranno non solo inserite valutazioni di business, ma anche valutazioni inerenti la qualità di vita che attualmente si riesce (o si è costretti) a tenere. Per qualità di vita intendiamo gli orari con cui si torna a casa dall’ufficio per stare con la famiglia, la possibilità di godersi i sabati e le domeniche, invece di stare in studio, oppure portarsi a casa il lavoro, la possibilità di staccare almeno un paio di volte all’anno per le agognate vacanze estive e invernali senza doversi portare dietro le ansie del lavoro.

La qualità di vita è poi direttamente proporzionale alla qualità dei clienti, inteso sia la tipologia di clientela quanto a comportamento che a solvibilità economica. Anche in questo caso, se il risultato dell’analisi sarà positivo per la situazione attuale, allora si potrà propendere per continuare l’attività con l’organizzazione attuale, salvo introdurre le necessarie modifiche migliorative, senza dover stravolgere tutto. In caso contrario, si apriranno nuove valutazioni operative e nuovi scenari organizzativi: con soci giusti sicuramente le condizioni di vita migliorano (con quelli sbagliati peggiorano).

 

VISION E PROGETTI

La scelta della configurazione di studio con cui affrontare il futuro mercato professionale è la stessa di un capitano che deve decidere il tipo di imbarcazione e la ciurma: le scelte strategiche saranno strettamente dipendenti dagli obiettivi che si vogliono raggiungere. Se il nostro proposito sarà di sviluppare un certo fatturato, di avere un determinato target di clientela, di avere un certo posizionamento sul mercato, dovremo conseguentemente procurarci gli strumenti, l’organizzazione e le persone adeguate.

 

I PRO E I CONTRO DI OGNI SCELTA

Non esiste una regola generale per definire qual è la struttura di studio ideale. Come abbiamo visto bisogna, partire dagli obiettivi per poi a ritroso definire gli strumenti migliori. Quando valuteremo ciascuna possibile opzione, ricordiamoci che le leve motivazionali che ci guideranno sono due: la “leva via da” e la “leva verso”. La prima è la leva della paura, la seconda è la leva del desiderio, della vision. Se puntiamo a fare scelte che produrranno vantaggi sul lungo periodo sarà opportuno seguire la “leva verso”, salvo utilizzare la “leva via da” per soffermarsi con particolare attenzione su tutto ciò che ci fa paura, che non ci è chiaro, che ci crea dubbi. La paura, infatti, è utilissima per richiamare l'attenzione, al contrario la paura è una pessima consigliera quando ci blocca, oppure ci fa percorrere strade non volute per allontanarci da uno scenario temuto.

Il 2016 è nelle nostre mani, starà a noi costruire il nostro futuro professionale giorno dopo giorno con le opportune scelte, piccole e grandi. Trovare scuse, alibi e attribuire a terzi o a fatti esterni la responsabilità di, non servirà a nulla, se non farci rimanere sui blocchi di partenza frustrati e ancora più in ansia.

Buon Anno a tutti!

 

Mario Alberto Catarozzo

@MarAlbCat

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