Sei stressato e vuoi cambiare? Il modo c’è

di Sandra Paserio - 17 febbraio 2016

Passiamo le giornate a rincorrere le scadenze, a rispondere alle telefonate e alle mail dei clienti, a leggere frettolosamente le novità pubblicate sui quotidiani, a dar retta ai collaboratori che ci bloccano la strada dalla porta d’ingresso dello studio fino al momento in cui varchiamo quella del nostro ufficio.

Tante volte siamo già stressati prima ancora di iniziare la giornata.

Il lavoro dei professionisti è sicuramente un lavoro impegnativo e stressante; non c’è dubbio.

Ma siamo sicuri che non possiamo fare nulla per cambiare questa situazione?

Per esempio

  • ci sono cose che facciamo ma che possiamo effettivamente delegare ad altri;
  • ci sono strumenti che permettono di automatizzare dei processi e ce ne sono altri che forniscono dei report in tempo reale, ma non ne conosciamo neanche l’esistenza;
  • ci sono cose importanti, cose urgenti, cose urgenti e importanti e cose che non sono né urgenti e né importanti, ma spesso ce ne dimentichiamo;
  • ci sono collaboratori che hanno delle capacità e delle potenzialità che neanche conosciamo;
  • ci sono attività ripetute all’interno dello studio che fanno perdere una miriade di tempo sia a noi che ai nostri collaboratori, ma non le vediamo.

Le opportunità e le risorse per uscire da una situazione in cui lo stress ci attanaglia, le abbiamo tutte. Sono lì, sotto il nostro naso. Ma noi cosa facciamo?

Rincorriamo le mail, le telefonate, l’aggiornamento professionale e rispondiamo frettolosamente ai collaboratori che fanno la fila davanti alla nostra scrivania.

È arrivato il momento di fermarci.

Chiudiamo la porta del nostro ufficio, liberiamo la nostra scrivania dalle mille pratiche che si sono accumulate, stacchiamo il telefono, chiediamo alla segretaria di non disturbarci per nessun motivo, prendiamo carta e penna e pensiamo.

Pensiamo a come possiamo migliorare la nostra organizzazione.

Capiamo quello che ci serve mettendo in atto una pianificazione dettagliata, definendo “chi fa cosa” e soprattutto “quando”.

Fatto questo, siamo già a metà dell’opera.

Allontaniamo dalla nostra mente il pensiero della quotidianità.

Stiamo lavorando seriamente e, per una volta, stiamo dando le giuste priorità alle cose che dobbiamo fare.

Non stiamo perdendo tempo, stiamo investendo il nostro tempo per avere un futuro migliore.

Non dimentichiamolo!

 

Sandra Paserio

@StudioPaserioS

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