E se nascessero marketplace di servizi professionali?

di Mario Alberto Catarozzo - 24 marzo 2016

Se è vero che tutti noi cerchiamo on line prodotti e servizi per confrontarli e per risparmiare, perché a molti sembra così difficile che in un futuro, neppure troppo lontano, ciò accadrà anche per i servizi professionali dell’area legale?

Avreste mai pensato negli anni ’90 che il telefonino sarebbe diventato parte del nostro corpo, una nostra estensione fisica? Guai uscire di casa senza e raramente spegnerlo.

Qualcuno avrebbe pensato fino a dieci anni fa (non cinquanta, ma solo dieci) che Internet sarebbe stato fruibile in ogni possibile situazione e contesto? Dalla spiaggia sotto l’ombrellone, alle piste da sci, dalla metropolitana all’aereo (tra poco!).

E allora perché ci sembra così strano pensare che così come noi consumatori cerchiamo prodotti e servizi on line per risparmiare, per comodità, per pigrizia, non lo faremo anche per il parere dell’avvocato, oppure per il contratto d’affitto da preparare, o ancora per la gestione della pratica edilizia o per la consulenza fiscale o lavoristica?

Tutto ciò che è diventato familiare, usuale, un tempo è stato considerato impossibile o un fenomeno passeggero. Così sarà anche per i servizi professionali on line.

 

LA NUOVA CULTURA DEL CLIENTE

Abbiamo parlato nel nostro precedente intervento della nascita dell’avvocato virtuale per le pratiche inerenti la circolazione stradale. Probabilmente in un futuro prossimo molte attività a basso valore aggiunto si trasformeranno in pratiche fruibili attraverso un’app, dove la consulenza verrà svolta attraverso WhatsApp o i suoi discendenti tecnologici. Chi oggi si sta abituando a fare shopping on line, attraverso i marketplace dalle mille opportunità, aperti 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, presto seguiranno questa nuova abitudine anche nella ricerca dei servizi professionali. In alcuni casi la presenza fisica sarà ancora indispensabile, ma probabilmente sarà sostituita dalla presenza in videoconference; in molti altri non sarà necessario neppure sapere quale faccia abbia il nostro interlocutore, esattamente come oggi prenotiamo la cena in un ristorante senza conoscere le fattezze dello chef che cucinerà il nostro piatto. So che molti lettori davanti a questa prospettiva sobbalzeranno, ma tant’è, questa sembra la via che è stata oramai imboccata.

 

IL POS PER IL PROFESSIONISTA

Vi ricordate che non più tardi di un anno fa uno degli argomenti che teneva banco era la necessità/opportunità/problema del Pos all’interno degli studi professionali? Direi che anche questa è già storia affidata agli archivi di giornali e magazine. Tra non molto avremo i micro-pagamenti dei micro-servizi professionali. Pago solo ciò che compro e compro a distanza, con carta di credito, PayPal o app di studio. La fidelizzazione sarà più verso gli strumenti che verso le persone. Pensate che questo articolo, affidato al web potrà essere letto anche tra decine di anni. Chissà chi lo leggerà nel 2026 cosa penserà di ciò che stiamo dicendo; gli faremo una certa tenerezza per l’ingenuità con cui stiamo cercando di fare luce sul futuro. I servizi professionali faranno parte dello shopping come tutte le altre cose, che piaccia o no.

 

AMAZON DEI PROFESSIONISTI

Pensiamo allora cosa potrebbe accadere se Amazon (giusto per citare il più grande di tutti) decidesse di scendere in campo con una piattaforma di servizi legali e fiscali per il grande pubblico. In un attimo spazzerebbe via due terzi dell’offerta di servizi, così come sta accadendo con le attività commerciali che faticano a reggere il passo dei colossi on line di e-commerce. I consumatori amano sempre di più spaziare tra offerte praticamente infinite di prodotti, confrontarli, risparmiare, avere tutto, subito, comodamente e a domicilio. Amazon Prime, per esempio, segue esattamente questo principio. Perché non potrebbe accadere per i servizi legali?

 

FIDELIZZAZIONE: DALLE PERSONE AGLI STRUMENTI

Tutto fa pensare che il driver che condurrà le scelte sarà più legato allo strumento con cui si fruiranno i servizi, che non alle persone che li erogheranno. Così come c’è chi si è abituato a utilizzare TripAdvisor, piuttosto che Booking, allo stesso modo ci abitueremo e affezioneremo a un marketplace di servizi professionali, piuttosto che a un altro. Chi ancora fa il professionista tradizionalmente farebbe bene a videoriprendersi per poter far vedere ai nipoti com’era un tempo la professionista, esattamente come ha fatto chi ha conservato il “giradischi” e i fantastici dischi di vinile a 45 o 33 giri. Avreste mai detto che un giorno sarebbero scomparsi o trovabili sono nei negozi vintage? Eppure è così. Ne parlavo l’altro giorno con un mio coachee avvocato, figlio di avvocato, che mi raccontava del papà che ancora scrive a penna gli atti e affida alla segretaria la digitalizzazione. Assolutamente da videoriprendere per far vedere ai nipoti come il nonno faceva la professione, altrimenti non lo sapranno mai, come non sapranno mai com’è il suono di un disco di vinile graffiato…

 

Mario Alberto Catarozzo

@MarAlbCat

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