Dichiarazione dei redditi precompilata: come cambieranno i nostri studi?

di Andrea Arrigo Panato - 28 aprile 2016

Da quest'anno, i contribuenti hanno a disposizione sia il modello 730 sia il modello Unico precompilati dall'Agenzia delle Entrate, con le informazioni presenti nella banca dati dell'Anagrafe tributaria.

I lavoratori dipendenti e pensionati interessati possono accettare il modello 730 così come proposto oppure possono modificarlo/integrarlo prima dell'invio. I contribuenti, invece, interessati al modello Unico precompilato possono solo modificarlo/integrarlo e inviarlo all'Agenzia delle Entrate.

Purtroppo, come è risultato ben chiaro lo scorso anno con l’operazione 730, queste semplificazioni appaiono alla fine estremamente complicate causando disguidi a professionisti e contribuenti.

Se tutti abbiamo ben presente le difficoltà dello scorso anno e quelle che ci attenderanno a breve, sicuramente la tendenza (magari non immediata ma ragionevolmente nel giro di un paio di anni) sarà quella di vedere modificarsi parte del lavoro dei nostri Studi.

A tutto questo dovremo inoltre aggiungere l’effetto della fatturazione elettronica e le recenti innovazioni in tema di importazione del ciclo attivo di fatturazione e dei movimenti bancari.

So perfettamente che ci troviamo di fronte a rivoluzioni a metà, non ancora attuate e che ad oggi portano più confusione che vantaggi al contribuente. Riassumendo stiamo affrontando:

  • 730 precompilato (2015);
  • Unico precompilato (2016);
  • importazione ciclo attivo e movimenti bancari (2016/2017);
  • fatturazione elettronica tra privati (2017, già operativa quella con la PA);
  • incremento dimensionale medio delle imprese per poter competere a livello internazionale e conseguente crescita delle competenze interne.

Il trend mi pare chiaro. Grossi cambiamenti ci attendono in tempi neanche troppo lontani.

Come sempre vivo queste evoluzioni in maniera positiva, bisognerà però attrezzarci per tempo per non subire passivamente ma essere proattivi. Anche come categoria per evitare una pericolosa incoerenza del legislatore.

Si passerà a breve da una gestione diretta della compilazione a un processo di revisione e integrazione del dato. Non c'è dubbio, per i servizi professionali è in atto un cambio di paradigma importante.

In tutto questo ci auguriamo (perché la speranza è l’ultima a morire) che il legislatore e l’Agenzia Entrate governino questo percorso con coerenza e lungimiranza senza i costanti stop and go a cui ci hanno abituato causando infiniti disguidi a tutti noi.

Perché il vero rischio non è innovare ma restare bloccati a metà del guado a causa di norme e supporti informatici pubblici non coerenti con gli obiettivi. Questo si potrebbe risolvere in un potenziale pericolo economico per la categoria.

 

Per maggiori informazioni: Dichiarazione dei redditi precompilata.

 

Andrea Arrigo Panato

@commercialista

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