Master My Solution e dopo… un weekend lungo a Lecco

di Alessia Calzolari - 6 dicembre 2016

In occasione dell'avvio del Master MySolution 2016-2017, vi segnaliamo gli itinerari di storia, cultura e tradizione enogastronomica delle città in cui si svolgeranno gli incontri. 

Oggi parliamo di Lecco e dintorni, dove si svolgeranno gli incontri in aula del Master da ottobre a maggio. Per consultare il programma e il calendario CLICCA QUI. Perchè non approfittare del Master per fermarsi qualche giorno a visitare la città, magari in compagnia della propria famiglia?

 

Oggi parliamo di Lecco e dintorni, dove si svolgeranno gli incontri in aula del Master da ottobre a maggio. Per consultare il programma e il calendario CLICCA QUI. Perché non approfittare del Master per fermarsi qualche giorno a visitare la città, magari in compagnia della propria famiglia?

 

Dopo Brescia (CLICCA QUI) e Pordenone (CLICCA QUI) il Grand Tour in Italia di MySolution prosegue e fa sosta a Lecco, città lombarda che, grazie ai celebri versi del Manzoni - “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi…” – imparati alle medie, assume spesso contorni e sfumature mitiche. È ora di rendere reali tutte le immagini di fantasia costruite a partire da I Promessi Sposi.

 

Cenni storici

Le prime notizie su Lecco risalgono addirittura all’Età del Ferro (a partire dal X secolo a.C.) ed è al II secolo a.C. – I secolo C. che risalgono alcuni dei più importanti ritrovamenti archeologici in zona: resti di forni fusori e scorie di lavorazione che attestano che la produzione metallurgica, tradizione lecchese per duemila anni, iniziò a fiorire all’alba dei tempi.

In epoca medioevale la zona di Lecco diventa fondamentale a livello militare come punto di snodo tra i territori lombardi e i quelli d’Oltralpe. In questo periodo storico, in realtà, non si fa riferimento a un paese o una cittadina con il nome di Lecco, quanto a un insieme di centri abitati indipendenti e con diverse specializzazioni che andavano dal lago alla Valsassina. I rapporti con la vicina Milano non furono sempre rosei, anzi. Dal 1100 al 1700 ci furono ripetute tensioni, tentativi di affrancarsi dal capoluogo lombardo e lotte per la riconquista che terminarono con il passaggio al dominio spagnolo – raccontato dal Manzoni - e poi austriaco.

È nel XIX secolo che Lecco dimostra la sua fondamentale importanza per l’Italia. Nella prima metà del secolo è uno dei luoghi preferiti dagli Scapigliati, una delle maggiori correnti letterarie dell’epoca, che portano fermento creativo e culturale in zona. Nello stesso periodo inizia a risvegliarsi fortemente anche l’interesse politico e civile, tanto che nell’800 provenivano spesso dal lecchese voci che incitassero all’unione degli stati italiani e a ribellarsi alla dominazione dell’Austria.

 

Gli imperdibili

Lecco è la meta ideale sia per gli amanti di itinerari naturalistici, che culturali. La cittadina ben si presta ad essere girata a piedi oppure in bici, allungando in questo caso la visita anche ai dintorni. Se non si può prescindere da una visita al centro storico che si affaccia sul lago (non dimenticate del pane secco se siete in viaggio con i bimbi: si divertiranno a dare da mangiare a papere, cigni & co.), non sono da ignorare anche monumenti, chiese e palazzi storici testimoni del variegato passato della città.

 

  • Chiesa di San Nicolò: il suo campanile è uno dei simboli di Lecco; la basilica fu ricostruita nel 1830, su una chiesa duecentesca le cui tracce possono essere ritrovate nella Cappella del Battistero; da non perdere anche gli affreschi del tardo trecento.
  • Villa Manzoni: il poeta visse in questa residenza signorile dal 1710 al 1818; negli anni ’60 del secolo scorso il comune acquista la villa per realizzare il Museo Manzoniano - con cimeli e arredi originali - e ospitare la Pinacoteca Civica.
  • Ponte Vecchio: non possono mancare poetici e romantici scorci sulla città.
  • Teatro della Società, Piazza Garibaldi.
  • Ponte Azzone Visconti: il ponte trecentesco fu edificato per il signore di Milano da cui prende il nome e fungeva da collegamento tra la Valsassina, il lago e il ducato; purtroppo non si sono conservati ponti levatoi e torri, a parte la Torre Viscontea (oggi ospita il Museo del Risorgimento e della Resistenza), che facevano parte del castello originario.
  • Chiesa di Pescarenico: in particolare per la curiosa opera d’arte che conserva: nove casette di vetro in cui sono rappresentate scene di vita di Cristo, della Vergine, di San Francesco e di Santa Chiara.

 

Cosa mangiare?

L’aria di lago e di montagna mettono fame, ad ogni età. E i golosi di qualsiasi specie saranno accontentati dalla cucina lariana, caratterizzata dai sapori lacustri e montanari. Il clima favorevole del lago favorisce una grande produzione di olio d’oliva, uno dei prodotti tipici più rinomati.

I piatti tipici, invece, sono la polenta – che qui è di mais e grano saraceno -, i salumi e la salsiccia che fanno riferimento alla tradizione di montagna. Impensabile non assaggiare la polenta uncia, mescolata con burro e formaggio e poi condita con un soffritto di burro, aglio e salvia. Il lago caratterizza i piatti come il risotto con il pesce persico, il pesce in carpione (fritto e poi marinato in acqua e aceto), trote e lavarello, zuppa di pesce di acqua dolce oppure i “misultitt” (missoltini in italiano): pesci di lago essiccati al sole e pressati con sale.

Non mancano, infine i dolci come i “caviadini” a base di pasta frolla e gli “scapinash”, ripieni di ricotta e uvetta.

Alessia Calzolari Dottoranda di Ricerca Comunicazione e Mercati: Economia, Marketing e Creatività presso Università IULM Milano - Foodblogger Moretto's Chef

 

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