Agostini: “Ecco come trovare nuovi clienti con Google”

di Luigi Piscitelli - 26 maggio 2014

I motori di ricerca – e in particolare il più celebre e utilizzato, Google – sono ormai divenuti uno strumento di lavoro imprescindibile per le aziende alla ricerca di nuovi clienti, specie in un contesto di mercato divenuto sempre più competitivo. Anche per i professionisti, però, le opportunità in questo campo sono enormi, sia al fine di trovare nuove opportunità di lavoro sia per implementare la propria reputazione on line, che in certi casi può rappresentare un discrimine fondamentale.

Ma come fare per sfruttare al meglio le opportunità che la rete offre? La risposta ce la fornisce Ale Agostini, esperto di marketing digitale e autore del volume “Trovare clienti con Google”, a cui abbiamo chiesto di indicarci alcuni utili suggerimenti.

 

Quali sono, in sintesi, i principali accorgimenti per trovare clienti su Google?

Fondamentalmente ciò che conta è soltanto la prima pagina di ricerca. I primi cinque risultati infatti, fatto cento il totale, rappresentano il 70% dei click. Soltanto il 5% degli utenti va oltre la prima pagina. Usando una metafora calcistica, solo le prime sei squadre del campionato giocano le coppe europee. Per questo motivo, la ripartizione del beneficio è proporzionale in maniera esponenziale al fatto di comparire sulla prima pagina.

È possibile pertanto agire lungo due leve: la prima è la sponsorizzazione, che non implica grande impegno e ha un impatto immediato, ma è a pagamento e ha una durata limitata nel tempo; la seconda è agire in maniera organica, che comporta un lavoro strutturale sul sito e ha il grosso vantaggio di avere risultati duraturi nel tempo a parità di concorrenza, però necessita di un grosso coinvolgimento.

 

I professionisti (commercialisti, consulenti del lavoro, avvocati, ecc…) possono anche loro sfruttare il web per trovare clienti? In che modo?

È un settore con enormi possibilità. Negli Stati Uniti i professionisti ormai da anni investono nella pubblicità sui motori di ricerca. Per tutti i professionisti italiani questa può rappresentare una forma di visibilità paragonabile al passaparola o al networking, una forte alternativa a esse. Sicuramente, non è possibile pensare di avere un sito personale e poi dimenticarsene. Quando si programma l’investimento, è necessario destinare circa il 30% delle risorse per la realizzazione del portale, mentre il restante 70% è da utilizzare per la sua promozione. Altrimenti sarebbe un po’ come avere una Ferrari, ma doverla lasciare in garage perché non si ha benzina a disposizione.

 

Quanto e perché i social media sono importanti per la promozione dell’attività di un professionista?

Spesso il professionista è attivo in un ambito territoriale predefinito, circoscritto in una determinata area geografica. Un social network come Google Plus, che è integrato nelle mappe di Google, nel momento in cui si effettua una ricerca su portale permette, se gestito in maniera corretta, di essere posizionato direttamente sulla piantina, con un aggiornamento automatico sulle attività. Inoltre, le recensioni ottenute su Google Plus appaiono automaticamente anche sulla mappa, funzionando così anche da strumento per incrementare la propria reputazione on line. Per quanto riguarda social più divulgativi, come Facebook o Twitter, sono molto utili per farsi conoscere, ma generano meno business.

 

In che modo è possibile guadagnarsi una buona reputazione on line, specie per i professionisti?

La prima cosa da fare e andare su Google e guardare cosa suggerisce la barra di ricerca. È necessario assicurarsi che i suggerimenti automatici, o instant search, per la ricerca del proprio nome che compaiono nella parte alta siano sotto il proprio controllo, o perché si tratta di un sito personale, oppure perché si ha un accesso diretto a esse. In questo caso si ha un’ottima capacità di controllare la propria reputazione on line.

 

Quanto può incidere il corretto posizionamento sui motori di ricerca in termini di nuove opportunità di lavoro?

Un professionista non venderà mai i propri servizi via internet, ma potrà incrementare le informazioni personali. Prendendo a esempio il caso di un mio cliente, dopo un anno di lavoro sul Seo (Search Engine Optimization), abbiamo registrato un incremento di quasi 15 richieste di preventivo alla settimana grazie alla ricerca su Google.

 

Luigi Piscitelli

@L_Piscitelli

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