Un mese nella capitale mondiale delle start-up

di Simone Aliprandi - 5 settembre 2014

Come qualcuno avrà già avuto modo di leggere sul mio blog o sui miei canali social, ho deciso di utilizzare il mio periodo di vacanza estiva per un’esperienza di quasi un mese nella capitale mondiale dell’innovazione tecnologica: San Francisco. In realtà per me non è stata un’esperienza nuova dato che nel 2011 ho trascorso là ben 5 mesi in occasione di due internship di dottorato; tuttavia questa volta l’approccio è stato ancora più esplorativo, da reporter, da cacciatore di storie e di best practice da raccontare attraverso una sorta di diario di viaggio. La speranza è che tale reportage “dal fronte” possa risultare di ispirazione per imprenditori e professionisti che non avessero mai avuto la fortuna di poter trascorrere un po’ di tempo da quelle parti (se non da semplici turisti, di passaggio per due o tre giorni) e di assorbire un po’ dell’atmosfera che si respira in riva alla baia.

D'altronde, basta andare su siti come Eventbrite o Meetup, indicare l'area geografica e il periodo di interesse e si trova un numero di eventi tale da non permettere a nessuno di annoiarsi. Incontri, seminari, aperitivi, presentazioni; tutti collegati dal filo conduttore della tecnologia e dell'innovazione. È anche grazie a questi strumenti che ho avuto la possibilità di trovare e assistere ad alcuni interessanti eventi durante la mia permanenza, primo tra tutti Startup and tech mixer (tenutosi in un prestigioso hotel della city l'8 agosto), per arrivare all'aperitivo mensile dell’associazione Baia Network (tenutosi il 3 settembre in un locale di North Beach), passando per il Startup Dream Team Demo Day organizzato da Silicon Students (e tenutosi il 13 agosto in un incubatore nella zona SoMa).

Questi eventi sono quasi sempre impostati in modo da massimizzare le possibilità di incontro e scambio di esperienze tra i vari partecipanti, siano essi imprenditori, aspiranti imprenditori, giornalisti o semplici osservatori, in un'ottica peer-to-peer. Tutti i partecipanti, per esempio, sono invitati a mettersi sul petto un'etichetta adesiva in cui indicare il proprio nome, il proprio ruolo e i propri recapiti; e tutte le presentazioni sono strutturate in maniera non troppo frontale e incentivando il più possibile gli interventi dal pubblico.

Oltre alla frequenza di eventi dedicati al mondo delle start-up, ciò che colpisce è la diffusione di servizi che permettono alle nuove piccole imprese del settore ICT di radicarsi nel tessuto della Bay Area e di potersi il prima possibile reggere sulle proprie gambe. Alcuni di questi cosiddetti incubatori o accelleratori di imprese integrano servizi di formazione specialistica per i gli aspiranti startupper. Non è un caso dunque che l’area di San Francisco abbia la più alta concentrazione di startup.

Tra queste vi è anche una realtà di matrice italiana chiamata Mind the Bridge Foundation, di cui molti avranno già sentito parlare. Il 22 agosto ho assistito alla graduation della loro startup school tenutasi presso il Consolato Italiano di San Francisco, evento nel quale vengono sia consegnati i diplomi sia presentati al pubblico i progetti degli studenti che hanno terminato il loro ciclo di studi intensivo.

Il pomeriggio ha visto innanzitutto un keynote speach di Adriano Farano (fondatore di Watchup) intitolato "From Cava dei Tirreni to Silicon Valley: How to Raise a Seed Round to Pursue Your Dream" (vedi foto), seguito da una breve presentazione della scuola da parte dei responsabili Marco Marinucci e Charles Versaggi (vedi video). Poi è stata la volta dei quattro project team giunti alla fine di quest’ultimo ciclo, per un totale di dodici partecipanti italiani e uno cileno. I progetti presentati sono stati TravelMate, Spiiky, Easy Debt Collection e Food Delivery, e ogni presentazione è stata anche l’occasione per ricevere alcuni utilissimi feedback (a volte positivi, altre volte critici) da parte della platea, principalmente composta da imprenditori più “anziani” ed esperti di innovazione.

Infine, prima di passare a un meritato aperitivo di chiusura e alle foto di rito, a tutti i partecipanti è stato consegnato il diploma. Ora è il momento di un nuovo ciclo e i giovani talenti di tutto il mondo hanno inviato la loro application.

Per chi volesse vedere tutte le foto della mia avventura californiana, può visualizzare l’intero album presente su Facebook e accessibile pubblicamente.


Simone Aliprandi

@simonealiprandi

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