Le auto "smart" e "green" fanno gola ai colossi hi-tech

di Massimo Marigo - 20 marzo 2015

Quanto tempo della nostra giornata passiamo all’interno delle nostre auto? Vi sono migliaia di statistiche, di opinioni e dissertazioni merito, ma rimane innegabile che, per bisogno o diletto che sia, il tempo che trascorriamo all’interno di quel guscio di metallo che si ama e si odia sia molto sia ingente.

L’abitudine e l’ingegno ci hanno portato a sfruttarlo se non ottimizzarlo. Si telefona, si lavora, si ascolta musica e magari si studia e ci si aggiorna con il podcast, si scrive molto, non solo sms, ma anche nei social media. E quindi?

Anche questo tempo e spazio possono diventare un mercato. La prima implicazione è notoria: troppo traffico uguale troppo inquinamento.Primo concetto applicato a divenire mercato con le auto ibride e poi quelle elettriche. Tra queste una azienda ha fatto della innovazione, del design e della riconoscibilità un brand famoso a livello mondiale con un principio semplice, vale a dire che auto elettrica voglia dire anche auto bella. Sto ovviamente parlando di: Tesla motors. Non vi rammenta qualcosa questa filosofia di brand? Forse Apple? Di recente le due case hanno stipulato una partnership perché Apple car play, già presente su modelli di prestigio come Audi e Mercedes, sia compatibile anche i modelli Tesla.

A distanza di non molto tempo e unendo i puntini emerge che due acerrime rivali stiano percorrendo una strada parallela per entrare in un nuovo mercato, come testimoniano le notizie inerenti ad Apple car e Google car.

Un mercato non facile ma dalle potenzialità di ricavo enormi, nel quale sia Google che Apple stanno entrando seminando idee e concetti e che specialmente la casa della mela morsicata può affrontare con maggior serenità. Questo sulla base di una semplice è personale deduzione: tale progetto richiede sì investimenti costosi e tempi non immediati ma l’azienda di Cupertino ha un flusso di cassa elevato e anche la possibilità di non necessitare di un riscontro immediato.

Pensate allo stesso investimento effettuato da parte delle tradizionali case motoristiche. Un errore può voler dire perdite ingenti e agitare spettri pericolosi.

Se il futuro è mobile, l’auto lo sarà ancor di più? Certo, a pensar male arriveremo al punto di non ritorno nel quale più che lo smartphone compatibile con l’auto sarà forse l’auto a dover essere compatibile con questo?

Per citare un famoso libro: “Do the smartphone dream of electric cars?”

 

Massimo Marigo

@massimoemme

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