L’economia della disintermediazione digitale

di Massimo Marigo - 11 aprile 2015

Il 12° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione, qui nel suo ultimo aggiornamento, trova origine agli inizi degli anni 2000 con lo scopo di tenere costantemente monitorati e analizzati il rapporto, i consumi, le trasformazioni e le evoluzioni degli italiani con i media.

Riporto parte del commento originale di presentazione perché lo trovo così aulico da non volerlo riassumere e sintetizzare: “Ricostruendo la mappa e la fenomenologia dei consumi, il Rapporto descrive la grande trasformazione che ha posto l'io-utente al centro del sistema, approfondendo i processi di costruzione multimediale dell'informazione personalizzata, la credibilità e la reputazione dei diversi mezzi, i valori simbolici associati ai nuovi device tecnologici, l'avvio del nuovo ciclo della economia della disintermediazione digitale”.

Scendendo nel dettaglio sono i dati che ci interessano e ancor di più i loro risvolti. Lo studio, individuando il periodo che va dal 2013 al 2015, prende in esame l’utilizzo della rete internet, i modi e gli strumenti di accesso, la presenza nei social, i contenuti preferiti senza dimenticare l’e-commerce sempre più in crescita.

Il dato sul quale vale la pena indugiare di più consiste nello spaccato del campione diviso tra gli under 30 e gli over 65 capace di fornire più di qualche sorpresa e di sfatare più di qualche luogo comune.

La diffusione della tecnologia risulta essersi propagata in modo trasversale tra le varie generazioni con modi e influenze di certo differenti tra curiosità e pragmatismo.

 

RETE E MODALITÀ DI ACCESSO

  1. Internet: l’accesso alla rete coinvolge il 70.4% degli utenti con un incremento del +7.4% nel periodo suindicato dal 2013 al 2015. Il dato più rilevante lo si trova proprio facendo l’analisi tra le due fasce di età del campione. Se per i primi, gli under30, una percentuale del 91.9% sembra fin troppo ovvia, il 27.8% dei secondi, gli over65, non va trascurato proprio perché riguarda persone già in età pensionabile. Fin troppo spesso si ritiene, a torto, che queste siano poco confidenti con la tecnologia, invece hanno imparato a conviverci e ad utilizzarla anche con discreto piacere.
  2. Smartphone: continuano a diffondersi e a piacere con un lusinghiero 52.8% e un incremento del +12.9%. Sullo stesso metro della valutazione precedente la suddivisione si attesta con un 85.7% per gli under 30 e un rispettabile 12.3 % degli over 65.
  3. Tablet: i risultati non si discostano indicando il 26.6% di diffusione con incremento del +26.6% e una divisione che indica il 36.6% contro il 6%.

 

CONTENUTI E PRESENZA IN RETE

  1. Televisione : resta la regina dei media con il 96,7 % ma si aggiorna ed evolve di pari passo con la tecnologia assumendo nuove e più perfezionate forme di personalizzazione. La tecnologia della web tv si sta diffondendo e raggiunge la soglia del 23,7% mentre la mobile tv si presenta con un ragguardevole 11,6 per cento.
  2. Le news restano il contenuto più cercato e più visionato, ma i quotidiani di taglio classico scendono al 41,9% delle preferenze con un ovvio e deducibile incremento a favore di quotidiani online che registrano il 23,4% delle preferenze e dei portali di informazione con il 39,2 per cento.
  3. Social network: i preferiti sono ancora tre tra i più noti: Facebook il più amato con il 50,3%,YouTube con il 42% e Twitter con il 10,1 per cento.
  4. Dato in controtendenza gli e-book ancora poco diffusi con uno striminzito 8,9% sebbene il 51,4% dichiari di leggere libri. Personalmente, pur trovandoli molto utili, condivido anche il sottile piacere della carta da sfogliare.

Per ultimo, ma non come importanza, l’ecommerce: le statistiche sono chiare e la tendenza è destinata ad aumentare non solo nel periodo delle festività natalizie come già avvenuto.

Sono milioni gli italiani che fanno acquisti sul web sulla base di due motivi fondamentali: perché più conveniente e perché si fidano molto di più della sicurezza nei pagamenti online.

Alfine, che siano più tecnologici o solo più accessoriati, si modificano gli usi utilizzando nuove tecnologie per compiere le azioni di sempre e per assecondare la voglia e il desiderio di essere sempre connessi con il mondo a tal punto che la mancanza di ciò ha trovato pure la sua sindrome: “Fomo” acronimo che indica “the fear of missing out”.

Dalla fenomenologia dei consumi all’abuso il passo è breve, ma come sempre il buon senso ci salverà.

 

Massimo Marigo

@massimoemme

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