"Wi-fi community", condividere fa bene (anche al portafoglio)

di Massimo Marigo - 23 aprile 2015

E se la chiave del futuro digitale italiano si nascondesse dietro un semplice comportamento virtuoso? Condividere può essere la soluzione? Sulla base delle esperienze positive di Fastweb con “wow_fi” a Monza e di Tiscali con “socialwifi” a Cagliari si affaccia con il canvass di aprile anche Vodafone con la nuova offerta commerciale “wifi-community”.

Tale proposta si basa su di un principio semplice e lineare: offrire una parte della propria banda di connessione internet, quella inutilizzata per essere più precisi, ad altri utenti in cambio della possibilità di fare lo stesso mediante l’accesso a una estesa rete wi-fi a livello nazionale.

Anticipo le giuste e prevedibili levate di scudi in tema di sicurezza, privacy e il principio di proteggere la propria connessione da terzi facendo un passo indietro.

La diffusione degli hotspot wi-fi è in costante aumento come indicato da una recente ricerca di Abisearch sui global-public-wi-fi-hotspots con previsioni ottimistiche di aumento e questo non può che essere un bene nell’ottica di infrastrutture non solo migliori, ma anche via via più diffuse e fruibili e, come ben sappiamo, spesso la difficoltà di accesso o la eccessiva compresenza di utenti li rendono meno appetibili. Tradotto: se non ha una resa accettabile diventa quasi inutile.

Se poi guardiamo al nostro territorio la situazione diventa ancor più sconfortante ed è appunto su questa logica che si inserisce la proposta di Vodafone che trova estensione a livello nazionale e non solo.

Il procedimento è tanto semplice quanto efficace: con il rilascio delle due ultime versioni dell’hardware utilizzato come router per la Dsl, VF station 2 e station revolution, è stato installato, Il software di fon.com. Questo software di condivisione , creato dall’omonima azienda che ha sposato il suo business con il concetto di Sharing Economy o meglio Consumo collaborativo ,si basa proprio sul principio anzidetto di wi-fi condiviso, cioè consente di creare all’interno della propria rete internet una rete ospite esattamente come avviene quando siamo per esempio in albergo, permettendo l’accesso e la condivisione dei dati.

I vantaggi sono molteplici perché il collegamento ottenuto mediante questa condivisione:

  1. è sicuro perché le due reti sono separate all’origine, quindi l’utente esterno può accedere solo alla rete “guest” in modalità ospite senza alcun contatto con la rete primaria. Inoltre tale rete è soggetta ai requisiti di tracciabilità e intercettazione delle comunicazioni digitali previste dalla legge tutelando ancora di più l’utente che la offre;
  2. non limita le prestazioni perché il software è impostato per condividere, in modo automatico, solo la banda inutilizzata quindi se sto lavorando sarà inferiore mentre se non fossi in ufficio ne offrirei per converso, in quantità;
  3. gratuito perché condiviso con altre utenze private e questo è un punto da non sottovalutare.

Il progetto wi-fi community è in fase di lancio – come si intuisce dall’apposita pagina web inserita nel link iniziale ancora in fase “lavori in corso” dell’operatore telefonico britannico –, visto che deve essere inviata la doverosa comunicazione ai clienti e ovviamente necessita di un minimo di avviamento per informare ma anche tarare utilizzi e abitudini.

Come si conviene, tale servizio può essere disabilitato ma la contropartita è di autoescludersi da una rete e un servizio che può rivelarsi molto vantaggioso.

Particolare da non trascurare le reti Fon, quindi gli hotspot disponibili, sono circa 15 milioni nel mondo portando quindi a una semplice deduzione: solo gli hotspot in Italia disponibili superano il milione e quindi superiori a quelli pubblici già presenti ma tale utilizzo si estende anche all’estero permettendo di gestire e limitare i costi del roaming.

La vera sfida dell’operatore di telefonia sarà quella di riuscire a “vendere” bene tale servizio e superare le italiche diffidenze su chi e perché possa utilizzare il nostro wi-fi, evidenziandone gli indubbi vantaggi non solo economici.

In sintesi,tutto ritorna alla persona e alla sua capacità di scelta, ma mai come in questo caso essere generosi e lungimiranti può fare molto bene sia alla connessione che alle nostre finanze.

 

Massimo Marigo

@massimoemme

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