Informazione: aumentano smartphone e tablet, tengono i media tradizionali

di Massimo Marigo - 11 giugno 2015

Come ci informiamo? Come reperiamo le notizie? A questa domanda risponde il report annuale diffuso da digitalnewsreport.org nella survey dedicata la quale mette a confronto abitudini e modalità di comportamenti differenti tra stati diversi.

L'uso di smartphone e tablet aumenta in modo significativo anno dopo anno, tanto che un dato trasversale tra i vari paesi indica che il 39% usa almeno due dispositivi e per un 20% l’accesso alle news tramite mobile è ormai l’accesso primario.

Da questo punto di vista sembra che pc e media tradizionali siano scomparsi e invece, le “vecchie abitudini “ non lasciano il passo.

Un 50% del campione degli intervistati che utilizzano tablet per l’accesso alle news dichiara di aver anche letto un giornale almeno una volta alla settimana e un ragguardevole 84% utilizza gli stessi per guardare le news in Tv. Questo avviene tramite entrambi i dispositivi mobili perché:

  • da tablet le statistiche evidenziano oltre al dato dell’84% di coloro che utilizzano la tv per  le news, un 45% le legge sui giornali e un 40% tramite i giornali radio;
  • da smartphone le percentuali sono quasi simili con sempre un 84% tv news, 40% news su carta stampata e il 35% ascolta i notiziari diffusi dalle radio.

Emerge inoltre che il nostro nuovo – mi verrebbe da dire spesso unico –, largamente utilizzato social network per accedere alle news sia Facebook sebbene in Usa, Uk e Spagna abbia maggiore diffusione e venga considerato più influente Twitter tra i social media.

Inoltre si fanno largo nel panorama dei canali di utilizzo nell’ambito del reperimento delle notizie Google+ come social network e WhatsApp. Quest’ultimo dimostra come, nonostante tutti i canali disponibili, alla fine la notizia diffusa “brevi manu”, ovvero da un contatto conosciuto o all’interno di una cerchia nota sia ancora un  contenuto ritenuto affidabile.

A ogni modo, i brand tradizionali restano, con il 75% in più stati, il canale di riferimento spesso per la capacità di utilizzare il maggior numero di strumenti per la loro diffusione.

C'è un ma, nuovi siti di news come Huffingtonpost e Buzzfeed con la loro funzione di “aggregatori” da più fonti, un format dinamico e accattivante stanno riuscendo a catturare anche il bacino degli utenti più giovani. Un mercato di certo da non trascurare.

Dopo le analisi è giusto concentrarsi sugli strumenti più utilizzati per la scelta di accesso alle notizie, i quali sono essenzialmente quattro:

  1. brand, vale a dire la fonte ufficiale che ha rilasciato l’informazione;
  2. search, vale a dire la ricerca effettuata di norma tramite i principali “motori” come Google, Yahoo, Bing, ecc.;
  3. social, vale a dire la diffusione della notizia o della informazione tramite i canali del social network;
  4. email, vale a dire le informazioni ricevute da altri utenti.

Per maggiore comprensione riporto un estratto delle percentuali in grado di dare un quadro più ampio e specifico.

  • brand: vede la componente anglosassone Usa con il 33% e Gran Bretagna con il 45% mentre la Palma della percentuale maggiore di fiducia e abitudine alla fonte istituzionale spetta a Danimarca e Finlandia rispettivamente con il 46% e il 57%. L’italia si attesta al 39% ben al di sopra di Germania (27%) e Francia (22%) ma al di sotto della Spagna che presenta un considerevole 46%.
  • search: indica e denota da subito come tale modalità di recupero delle informazioni, pur essendo mediamente utilizzata, sia di gran lunga la preferita degli utenti di Italia e Brasile con il 49%.
  • social: un canale informativo il quale, nonostante vanti una ottima fruibilità, è ancora in via di sviluppo sia come strumento ritenuto sempre affidabile che come canale primario. Italia con il 34%, Spagna con il 38% e Brasile con il 46% lo utilizzano più degli altri tra i paesi oggetto di questa indagine. Ovviamente la continua diffusione di smartphone e tablet ne è la via più efficace.
  • mail: canale forse più “antico” eppur ancora utilizzato sebbene il gradimento sia ristretto a pochi paesi tra i quali Usa con il 27% e Francia con il 24% che guidano le fila.

Il dato che balza subito all’occhio è che sia Italia che Brasile usano i motori di ricerca come strumento principe per reperire le informazioni. Questo avviene con percentuali di molto superiori rispetto agli altri Stati e mi porta ad alcune considerazioni.

L’utilizzo del motore di ricerca è la scelta più veloce ma di certo non la più funzionale, a dispetto dell’opinione diffusa. Mi spiego meglio: il motore di ricerca, per sua impostazione, mi fornisce il contenuto più visto e spesso quello sponsorizzato ma ciò non implica che sia il contenuto più completo o quello migliore. Il passaggio tramite motore di ricerca sottende due insidie. La prima è la pigrizia mentale indotta che porta a “farsi cercare” il contenuto che spesso include un commento, oppure una spiegazione alla suddetta invece di andare a reperire la fonte originale. In ambito economico e normativo, ma anche semplicemente tra agenzia Ansa e la notizia poi riportata su di un sito specializzato, chi legge comprende bene la differenza e il pericolo insito tra i due tipi di contenuto reperito.

La seconda mette in luce il fatto che molti siti di brand famosi non siano, a dispetto di restyling costanti e costosi, ritenuti così “user friedly” e fruibili dall’utente che preferisce cercare una “scorciatoia” per arrivare al risultato.

Resta comunque la considerazione che qualsiasi sia il modo, informarsi faccia bene alla persona e alla società.

 

Massimo Marigo

@massimoemme

0 Commenti :

Commento

Captcha