Il futuro è sempre più #mobile

di Massimo Marigo - 25 giugno 2015

La diffusione della connettività è sempre più appannaggio di device mobili e di una infrastruttura che privilegi la mobilità.

Che sia per ragioni economiche, quindi di maggiori investimenti che portano ad aumentare i ricavi, oppure per ragioni storiche di paesi dove costi meno innovare nel mobile a discapito della rete fissa, l’avvento del protocollo LTE, comunemente definito 4G, sta portando risultati concreti e soddisfacenti.

Inizialmente proposto in Giappone nel 2004 da Ntt Docomo solo nel 2010 viene commercializzato negli Usa il primo mobile phone capace di supportare tale rete, ma da allora ne sono stati fatti di passi.

L’ultimo report pubblicato dal sito www.opensignal.com e intitolato “State of Lte Q1 2015“ ci fornisce lo  “spettro” della diffusione mondiale di quello che si sta imponendo, grazie anche a una adeguata e massiccia campagna di marketing, non solo in Italia, come lo standard più richiesto e utilizzato dagli utenti.

Eppure aldilà degli spot l’esperienza vissuta dall’utente è stata di certo una leva fondamentale per ingenerare curiosità e interesse pari solo all’avvento dell’utilizzo della High-definition television o più comunemente HD per i televisori e i programmi televisivi.

Va da sé che la copertura è il primo e imprescindibile punto di partenza per diffusione e adozione di uno standard tecnologico e a livello globale è attualmente la Corea del Sud a fare la parte del leone. Si presenta facendo registrare un ottimo livello per tutti i suoi operatori e capace di offrire l’esperienza del 99.9% di tempo trascorso ai suoi utenti su rete LTE. Per dovere di cronaca, in confronto gli Stati Uniti registrano una lusinghiera ma inferiore percentuale dello 85.9% .

Purtroppo la “rete” non è uguale per tutti i paesi ma un chiaro indicatore emerge dal report stesso, visto che dallo scorso anno la copertura è letteralmente schizzata da 76 paesi ai 124 attuali e ben 18 che hanno  in previsione di adottare tale protocollo.

Il secondo asse cartesiano essenziale per diffusione e adozione è la velocità. Quando lo smartphone naviga lento – e mi ci metto in mezzo anche io – si creano dei “piccoli drammi” quindi l’aspettativa è molto alta.

Se il paese che registra la media di velocità più bassa è l’Arabia Saudita la vera sorpresa è il primo posto conquistato dalla Spagna con un dato medio di 18 Mbps e il primato detenuto da Vodafone ES con il notevole risultato di 25 Mbps.

Guardando in casa nostra, tutti e quattro i player di telefonia hanno ormai una base sufficiente per proporre servizi e promozioni ad hoc  fornendo pure ottimi risultati in merito al parametro della velocità con una media rilevata di 15Mbps. Una menzione di merito va a Vodafone che con i 20 Mbps di media registrata contribuisce ampiamente a raggiungere tale posizione globale.

Quello che impressiona è proprio che la velocità media di download registrata utilizzando la rete LTE a 9.3 Mbps superi in modo considerevole quella del wi-fi che è di appena 4.4 Mbps. Nonostante quest’ultimo sia comunemente reputato più veloce e affidabile, come ho scritto in un precedente articolo, è come tecnologia applicata alla nostra quotidianità ancora il più diffuso e questo lo fa preferire dall’opinione comune.

Utile precisazione, il protocollo LTE al momento in Italia supporta il traffico dati e non la parte voce che usa i canali standard ed è per questo che l’innovazione, gli investimenti così come i test sono già in corso per tarare il passo successivo :

Il VoLTE, vale a dire Voice over Lte, quindi non solo i dati ma anche la parte di fonia gestita con lo stesso protocollo, in modo da portare la user experience dell’utente a un livello superiore.

Il futuro è diventato presente.

 

Massimo Marigo

@massimomarigo

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