"Prime Day": il grande "epic fail" di Amazon

di Massimo Marigo - 17 luglio 2015

La beata incoscienza dei vent'anni. Si i avvicina la data del tuo compleanno e vuoi festeggiare facendo le cose in grande. Avvisi amici e parenti e pure gli amici degli amici. Ricordi a tutti la data dell’evento anche più volte al giorno ma questi sorridono lo stesso perché amano il tuo entusiasmo e si fidano di te in quanto conoscono le tue capacità. Arriva la data fatidica ma... Non tutto va secondo i piani; se poi ti chiami Amazon può andare anche peggio.

15 luglio 2015: il PrimeDay di Amazon, la giornata di offerte che doveva far impallidire il “Black Friday” si è tramutata in un danno d’immagine non indifferente. Basti pensare che su Twitter, social che in tali casi è un ottimo indicatore, l’hashtag #PrimeDay creato ad hoc per veicolare contenuti e opinioni in merito, è stato affiancato in breve tempo da quello #PrimeDayFail.

 

DA DOVE HA AVUTO ORIGINE QUESTA ONDATA NEGATIVA? LE OFFERTE

Se ti aspetti dei super saldi e li aspetti con ansia dal tuo negozio preferito il quale, tra l'altro, è uno dei giganti dell’ecommerce mondiale, resti deluso nel trovare poca scelta e prodotti poco accattivanti. La percezione generale è quella di essersi trovati di fronte più che a una festa, consumistica di certo, ma sempre una festa, a un maldestro tentativo di svuotare i magazzini.

Ergo, il retro pensiero che si è fatto largo tra le persone, di ogni latitudine per giunta, è che Amazon abbia utilizzato la stessa logica che viene applicata da realtà più piccole o meno attente a fidelizzare perché più interessate alla singola vendita fine a sé stessa.

Riporto alcuni dei tweet per dare una visione più ampia anche se vi è sufficiente filtrare i due hashtag per trovare un florilegio di meme, battute e commenti più che sarcastici in merito.

 

 

 

Si impara da ogni cosa e si impara anche osservando gli errori fatti anche da aziende importanti ed esperte.

Certo, le vendite ci sono state ma la sensazione di aver sprecato una grande occasione per fare sia fatturato che aumentare l’effetto brand è palese è palpabile.

Quella sensazione di aver perso tempo, emersa via via nei commenti della giornata, che si traduce, nel percepito degli utenti, nel passaggio da essere ritenuto il migliore a come tutti gli altri e con Alibaba Group sempre in agguato.

Marketing è creare l’attesa senza disattendere la resa.

 

Massimo Marigo

@massimoemme

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