I social si assomigliano tutti?

di Massimo Marigo - 3 novembre 2015

Try walking in my shoes you’ll stumble in my footsteps”. Non ho idea se Mark Zuckemberg e Jack Dorsey ascoltino la stessa musica ma di certo conoscono questa canzone.

Perché ne sono così sicuro?

Avete notato come da tempo due tra i social network più utilizzati, Facebook e Twitter, tendano ad assomigliarsi sempre di più?

Questa costante lotta senza esclusione di colpi di – “ti odio poi ti amo,poi ti copio e magari poi ti supero” – ha portato i due contendenti a sperimentare logiche simili tanto da giungere via via ad assottigliare le differenze.

Facciamo un esempio concreto:

Facebook ha introdotto gli hashtag, uno dei simboli del rivale, mentre Twitter ha ampliato il limite dei 140 caratteri, nell’ambito dei messaggi personali, agevolando e attirando gli utenti che amano scrivere post più articolati e punta a dare maggiore evidenza alle foto, due caratteristiche molto apprezzate da chi utilizza spesso il social rivale.

Aggiungo inoltre che alcuni rumors danno come possibile che tale estensione, con conseguente deroga ai 140 caratteri, possa essere applicata anche ai tweet pubblici mentre fresca di pochi giorni orsono, Facebook ha introdotto il limite di 5000 amici, o per essere più precisi connessioni, per quanto riguarda i profili privati.

Siamo giunti alla perdita della identità? Come sostengono i puristi? Evoluzione o mera strategia?

È presumibile si tratti di entrambe e la sfida a rincorrersi e replicarsi per poi sottolineare le differenze è viva e costante e implica numeri e ricavi a tanti zeri quindi non si fermerà.

Mia opinione,per quanto possano arrivare ad assomigliarsi resterà sempre una differenza data da due fattori imprescindibili:

  1. la diversa  logica di approccio temporale dalla quale nascono
  2. l’utilizzo che ne fanno di conseguenza gli utenti.

In dettaglio,

Primo, sono due social che si usano e vivono con tempi diversi:

  • Facebook nasce come raccolta di momenti e di ricordi,anche quando vengono postati in tempo reale, da rivedere e riassaporare.
  • Twitter ragiona sull’immediato, il qui&ora, del commento, la battuta, l’opinione, mentre l’evento si sta svolgendo o immediatamente successivo a questo. Dopo è già tardi.

Secondo: i follower non sono amici, fanno parte di una cerchia di persone che possono condividere i tuoi interessi oppure dei quali ti fa piacere leggere il pensiero condensato in 140 caratteri.

Facebook invece annovera amici, parenti, conoscenti, i compagni del liceo oppure delle elementari e così via dei quali ti può interessare condividere i ricordi e sapere cosa facciano o i posti che visitino ma, forse, con le quali talvolta non avresti nulla da dire dal vivo.

Forse i social si somigliano come le persone e un giorno saranno così simili da non riconoscerli… o forse no.

Intanto la saga continua.

 

Massimo Marigo

@massimoemme

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