Sei gradi di separazione social (seconda parte)

di Massimo Marigo - 17 febbraio 2016

Nell’articolo precedente ho lasciato aperto un argomento: vi siete mai siete domandati chi vi segue sui social per quale motivo lo fa?

Questa domanda è alla base del lavoro di un buon social media manager e strategist perché, come in qualsiasi contatto con il pubblico che si rispetti, conoscere il proprio uditorio aiuta a rapportarvisi nel modo corretto e più funzionale possibile.

Faccio quindi un passo indietro per essere più esemplificativo.

Se sono una azienda oppure un brand o anche un professionista che si occupa di una categoria merceologica specifica (telefonia oppure abbigliamento solo per citarne alcuni) mi aspetto che molti degli utenti che mi seguono oppure interagiscono con me siano interessati a tale ambito.

In base a questo assunto organizzo strategie di marketing, creo i contenuti e come svilupparne il loro coinvolgimento.

Eppure, all’ interno del mio bacino di utenti vi sono almeno quattro diverse categorie che non rispettano né seguono tale canone.

  • gli utenti distratti: coloro che sono nel nostro bacino per la motivazione più semplice: lo scambio di identità. Assomigliamo, per nome e caratteristiche a qualcuno che già conoscono sebbene non in modo preciso;
  • gli utenti idealisti: coloro che sono sinceramente attratti da ciò che siamo o dai contenuti che pubblichiamo e lo fanno per genuino spirito di interesse;
  • gli utenti novizi: coloro che sono nuovi nel social e si lasciano attirare dai profili più diversi per curiosità senza una vera logica;
  •  gli utenti “pierre”: coloro che hanno l’unico ed esclusivo interesse ad avere un numero elevato di followers/amici.

Tornando alla domanda iniziale:

  • Qual è il peso dei suddetti?
  • Qual è il vantaggio?
  1. il peso, non essendo una costante, va calcolato caso per caso, tramite gli strumenti di monitoraggio che quotidianamente il social media manager utilizza. Gli stessi utilizzati per calibrare i contenuti condivisi e la strategia con il quale si cerca di coinvolgere gli utenti attivi quanto di attrarne di nuovi;
  2. il vantaggio invece consiste nel valutare e interpretare ciò che possa derivare dai contatti che non ti aspetti. Perché sottovalutare le loro domande, i contenuti e anche i collegamenti? Perché distanti da me? Non sono forse possibili clienti?

Quando ci viene richiesta una informazione, così come quando la forniamo siamo naturalmente attenti al contenuto ma quello che resta è la forma.

Il modo con il quale veniamo trattati, a dispetto del reale contenuto, lascia una percezione duratura e, se positiva, un ricordo che si può trasformare in un legame duraturo.

Certo, è un lavoro difficile che richiede intuito ed esperienza ma di certo utile.

Alla fine della fiera, nei social come nella vita reale, ampliare la rete può aiutare a creare collegamenti differenti e questi rivelarsi redditizi.

Ergo: sapere chi segue i tuoi profili social può farti solo bene.

 

Massimo Marigo

@massimoemme

0 Commenti :

Commento

Captcha