Sei gradi social di separazione (parte prima)

di Massimo Marigo - 9 febbraio 2016

Qui è dove devi essere! Alzi la mano chi si è sentito fare questo discorso:

  • sei un ristorante? Una associazione? Devi stare su Facebook;
  • sei un negozio?  Vai su Instagram;
  • ti occupi di servizi e consulenze? Twitter ovviamente.

Questi sono i social sui quali devi essere.

Tutto corretto e tutto giusto ma, dalla critica della ragion social pura alla critica della ragion social pratica il passo non è ovvio.

Permettetemi il paragone: è come la moda. Il fatto che vi sia una tendenza non implica che una azienda debba seguirla e tantomeno che questa le  sia adatta o funzionale.

Una premessa che da digital strategist faccio a ogni cliente è questa: cosa vuoi raccontare di te?

Prima ancora di ciò che produci o vendi, di quello che è il social più “cool” conta chi sei e cosa vuoi far vedere perché si possono identificare così:

  • il mezzo;
  • il modo;
  • il risultato da raggiungere.

Voglio fare un passo in più, vale a dire che nella gestione dei social media una azienda si deve anche divertire. Divertire? Ma come? Non è professionale, non è adatto.

No signori, divertire inteso di utilizzare un approccio entusiasta è solo un bene.

Posso suggerire e consigliare con dovizia di argomentazioni il social più proficuo ma se capisco che c'è più inclinazione o confidenza a utilizzarne uno di diverso sono il primo a proporre una integrazione.

Ogni azienda ha una storia, ogni imprenditore un vissuto e un tessuto di eventi che l’hanno resa tale e in questo ambito i social sono sia una vetrina che un biglietto da visita.

Contrariamente a una opinione diffusa, chiunque  voglia “solamente” vendere un prodotto oppure un servizio tramite questo canale, non si è ancora reso conto che non è la loro funzione primaria e che questo approccio non funziona. Perché, potrebbe obiettare qualcuno?

Pensate a una sala con molte persone che vanno e vengono, magari pure un po’ rumorosa, chiedete delle informazioni o semplicemente scambiate due parole con la persona che vi è a fianco e questa vi propone subito di acquistare qualcosa. Anche se vi fosse utile, come reagireste?

Il mondo dei social vive di presentazioni di sé ovvero il self branding per utilizzare un termine fin troppo in voga, e di contatti costruiti e da seguire.

I contatti creano affinità e la fiducia per poter presentare prima e proporre dopo quello che una azienda produce sia esso oggetto fisico oppure servizio.

Qui è dove dovete essere ma il modo e il metodo non sono gli stessi per tutti.

E poi… vi siete domandati chi vi segue sui social per quale motivo lo fa?

Di questo ne parliamo la prossima puntata.

 

Massimo Marigo

@massimomarigo

prev
next

0 Commenti :

Commento

Captcha