Come l’internet of things sta cambiando il modo di fare impresa

di Maurizio Maraglino Misciagna - 14 aprile 2016

Nella società in cui viviamo, “l’internet delle cose” ha totalmente modificato i nostri usi e costumi ma soprattutto sta modificando totalmente il modo di fare impresa. Internet of Things – letteralmente “Internet degli oggetti” –  è lo slang utilizzato da qualche anno per definire la rete degli impianti e dei dispositivi, diversi dai computer, connessi a Internet. La tecnologia è intrinseca in tutti i settori, che vanno dai sensori per le automobili, radio, impianti di climatizzazione, ma anche elettrodomestici come lavatrici, lavastoviglie, lampadine, telecamere, complementi d’arredo, ecc.. Insomma qualunque dispositivo elettronico equipaggiato con un software che gli permetta di scambiare dati con altri oggetti connessi.

La mission delle imprese oggi è proprio quella di collegare l’ambiente delle persone a Internet. La vera scommessa oggi per la start up si chiama hardware. Gli smartphone che oggi connettono quasi il 70% della popolazione mondiale sono dotati di dispositivi intelligenti in grado di capire il contesto in cui operano, per semplificare la vita delle persone. Nel giugno 2014 il colosso di Mountain View, Google, ha acquisto per 550 milioni di dollari Dropcam, la start up che produce telecamere wi-fi per streaming video, che permettono alle persone di visualizzare i feed dal vivo attraverso il servizio basato su cloud di Dropcam. Una sorta di occhio domestico visibile da qualsiasi device.

Ma quali possono essere considerati gli elementi fondamentali per chi vuole fare business nell’Internet delle cose? Oltre a una massiccia dose di tecnologia, il primo passo importante è studiarsi una buona comunicazione. Il cliente deve subito percepire il valore di un oggetto utile alla sua quotidianità.

Prendiamo il caso della nota azienda FITbit, il braccialetto intelligente che traccia attività tramite wireless e dispositivi di tecnologia indossabili, misurando i dati quali il numero di passi, qualità del sonno e altre metriche personali.

Un secondo punto essenziale è la diversificazione dei modelli di business. È il caso della Deere&Company conosciuta come John Deere, una delle principali aziende al mondo produttrice di macchine agricole dal 1837. Per decenni hanno venduto trattori, un business proficuo e redditizio. Ma dal 2012 hanno aggiunto la connettività dati per le loro attrezzature, fornendo informazioni agli agricoltori su quali colture piantare, dove e quando arare e anche la strada migliore da prendere durante l’aratura.

Il terzo punto si chiama competenza. Le aziende che vogliono entrare nell’internet degli oggetti necessitano di dipendenti con una vasta gamma di competenze.  L’internet of things rappresenta oggi una attitudine fondamentale attraverso cui vediamo il mondo. Ognuno di noi, forse, non vedrebbe l’ora di ritornare al vecchio cellulare “chiama e rispondi”, ma diventerebbe difficile gestire la quotidianità. Come sarebbe il nostro pianeta senza l’ausilio o la sperimentazione di automobili intelligenti, strade intelligenti, infrastrutture intelligenti? L’internet degli oggetti è il presente, e ogni azienda ha bisogno di prendere in considerazione questo presente.

 

Maurizio Maraglino Misciagna

@lospaziodimauri

prev
next

0 Commenti :

Commento

Captcha