Sei gradi di separazione social (quarta parte)

di Massimo Marigo - 27 aprile 2016

Il tempo fa sempre la differenza. Alla fine, dopo che la nostra azienda ha deciso come, quanto e dove essere nei social media, ha preparato o aggiornato il sito web si arriva alla domanda fatidica: quando postare i contenuti?

La domanda non è oziosa perché troppo è sempre troppo e troppo poco denota assenza e poca cura.

Riprendo l’esempio della conversazione con una persona sconosciuta: Il bilanciamento tra suscitare e mantenere l’interesse e ingenerare la noia è in oscillazione perpetua e il rischio economico lato social è evidente.

Certo, esperienza, statistica e magari l’aiuto di un professionista sono essenziali, nel frattempo ecco un veloce prontuario che riporto di seguito.

Di studi e infografiche ve ne sono in quantità quindi a ognuno la sua, ma per maggiore comodità e per dare uno schema di comprensione più immediato farò riferimento ai social network più utilizzati:

 

FACEBOOK

Il più diffuso in assoluto assomma i pregi e i difetti di un utilizzo ibrido personale e lavorativo. Quindi, tenendo conto dell’orario lavorativo classico 9-17 raggiunge l’apice di visione e diffusione dopo la metà della settimana, tra il giovedì e il sabato negli orari estesi della pausa pranzo ovvero tra le 13.00 e le 15.00.

In tal caso, bisogna ragionare come si fa in cucina con una cottura a fuoco lento in virtù del fatto che i post tra commenti e condivisioni restano “in circolo” per un tempo medio lungo, stimate almeno 60-90 minuti. Lato engagement, questo va calcolato sia come impatto iniziale che nel prosieguo perché la gestione del post deve essere calcolata nell’arco temporale completo.

Un commento oppure una interazione inserite successivamente vanno preparati proprio per ravvivare l’interesse.

Questa è la matematica e mi permetto di suggerire la pratica di preparare e prevedere almeno cinque post la settimana e di aumentare la dose fino a un massimo di 10 post pubblicandoli verso le 8:30 del mattino. Mai sottovalutare l’invalsa abitudine che in molti abbiamo di sfogliare la bacheca come si fa con il quotidiano prima del caffè e inoltre si presta a essere un ottimo orario da dedicare alla sperimentazione di offerte e tipologie di contenuti.

 

TWITTER

La scelta qui è duplice in base alla decisione di dare una immagine di presenza e continuità quindi con almeno 3 post giornalieri oppure di scegliere un profilo di Guerriglia marketing.

Scegliendo i giorni di mercoledì e sabato come costanti e tarando gli altri contenuti sull’effetto sorpresa del “ci sono e adesso”.

Il tempismo è tutto su Twitter. Che sia di presenza o di risposta il tweet, per bello e riuscito che sia, ha solo i canonici 15 minuti di gloria quindi attenzione a non strafare, ma gli indugi non sono tollerati. Ceres, piaccia o meno, resta un ottimo esempio di instant marketing veloce efficace e creativo. Per esemplificare valutate tempistiche e visibilità di questo tweet.

La matematica in questo caso dice che l’attività dei profili business è più presente nei giorni lavorativi mentre per i profili individuali il tardo pomeriggio e il weekend.

Quindi l’attività più intensa e proficua va concentrata tra le 13:30 e le 18:30 assommando i due distinti profili.

La pratica dell’engagement qui mi porta a suggerire di mescolare le carte con due semplici azioni:

  • pensare a contenuti e modalità di comunicazione da diffondere al di fuori degli orari e giorni canonici per raggiungere un pubblico più ampio;
  • utilizzare di più la menzione sia per gli individui che per le aziende. A tutti piace essere chiamati in causa per le cose positive e il retweet spesso viene facile.

N.B.: suggerimento spassionato: bisogna essere certi e decisi nell’inserire i propri post tra i trending topic della giornata. Spesso messaggio e contenuto stridono e l’epicfail attende dietro l’angolo. Nel dubbio propendete per l’astensione da hashtag topic e pubblicate seguendo la vostra strada.

 

INSTAGRAM

Almeno una volta al giorno, tutti i giorni come una sana abitudine.

Questo social vive di immagini che catturano gusti e momenti quindi ha una dichiarata attitudine ludica che ne permette un utilizzo giornaliero a patto di prevedere orari post lavorativi quindi almeno dalle 16:00 in poi.

Dal punto di vista della creazione dei contenuti è immediato ed efficace ricordando due regole fondamentali:

  • la semplicità paga; troppa creatività spesso appaga più l’ego che il proprio pubblico.
  • troppo vale come quantità: è da evitare di saturare la propria bacheca di contenuti proprio per evitare che si sovrappongano e/o disperdano.
  • la pratica qui suggerisce di sperimentare sia negli orari che nei contenuti dalla tarda serata, dalle 24:00 per intenderci, in poi non solo del  venerdì e del sabato puntando a catturare l’interesse di un pubblico più ampio nel momento nel quale sia più propenso a una comunicazione diversa e meno formale.

 

PINTEREST

Questo social si presta al postare più contenuti al giorno a seconda dei prodotti che si vogliono presentare. Per tale motivo gli orari migliori variano a seconda dell’ambito commerciale.

Per esempio Il mondo del fashion trova più attenzione ed engagement nel venerdì pomeriggio mentre il cibo e i sui derivati nel giorno di sabato. Ergo la pratica dice di sperimentare diversi orari tenendo conto che i dati del primo giorno sono quelli più affidabili, corredandola con una costante analisi dei dati. A ogni modo è suggeribile sfruttare l’orario serale durante la settimana.

 

Menzione a parte Google+ ovvero il social “incompreso” che non va per questo dimenticato. Anche qui almeno un post al giorno ha senso anche per dare una solida idea di presenza e continuità. Non aspettatevi molte interazioni perché la modalità media dei suoi utenti è tendenzialmente Lurker, ovvero di attenta visione ma di poca partecipazione. Proprio per tale motivo è utile ad avvicinare nuovi utenti “esploratori” alla propria attività sia su questo che per derivazione anche su altri social.

Riepilogando: nessun timore a sperimentare e una costante visione analitica dei dati porta sempre a ottimi e proficui risultati.

 

Massimo Marigo

@massimoemme

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