Velocità di reazione e modalità di esecuzione!

di Massimo Marigo - 30 novembre 2016

Queste sono le caratteristiche che connotano la gestione del cambiamento eppure...

 

 

Anche Chi si oppone al cambiamento può diventare il tuo migliore alleato.

 

Affermazione provocatoria?  Al contrario,affermazione estremamente realistica e verificabile.

 

Il cambiamento,che sia nell’azienda come nella sfera personale, trova la sua origine da una sensazione, reale o percepita di malcontento. Senza dilungarsi su troppi tecnicismi le fasi sono,più o meno,sempre le stesse.

 

  • Una fase analitica e preparatoria;
  • Una fase di applicazione;
  • Una fase di verifica per valutare gli esiti ed eventuali  correttivi;

 

La fase del bilancio arriva sempre alla fine di tutto  con i suoi ma ed i suoi perché come nelle canzoni.

La teoria è bella,facile ed intuitiva ma spesso dimentica che la sua applicazione pratica,quando si fa necessaria la gestione del cambiamento,  va non solo preparata ma accompagnata.

In queste situazioni la gestione delle obiezioni,termine ben conosciuto,viene sempre preparata per tempo  ma spesso con approccio  più nella accezione difensiva che propositiva.

Quindi?

Tutto gira attorno alla comunicazione; prima,durante e dopo.

 

Non si tratta solo di far comprendere le ragioni della decisione visto che di norma è già stata presa ma di farne comprendere più che il fine stesso,sia i vantaggi che  la modalità di applicazione.

In ogni azienda,piccola o grande che sia si individuano quattro tipologie di persone con e contro le quali ogni forma di cambiamento vive e/ o sopravvive.

Ovviamente sono delle generalizzazioni a fine esemplificativo ma che ricalcano la realtà dei fatti.

I quattro punti cardinali di questa immaginaria rosa dei venti del dipendente di fronte alla gestione del cambiamento si suddividono in:

 

  • Apostolo: soggetto di pronta ed entusiastica adesione. Ha un atteggiamento positivo  di completa fiducia nella situazione e nella necessità di cambiare che viene comunicata. A questo unisce l’innato desiderio di fare proselitismo per affermare questa sua convinzione.
  • Tecnocrate:soggetto che adotta il cambiamento senza discutere ma pure senza empatia. A dispetto dell’atteggiamento che spesso viene visto con favore, è colui che,trincerandosi dietro all’osservanza delle procedure non aiuta l’azienda a capire se siano funzionali ed efficaci nellloro reale applicazione.
  • Dirigente:soggetto che potremmo definire influencer mutuando la terminologia dai socialmedia. Chiede i tempi ed i modi del cambiamento per comprenderli e riesce in tal modo  anche a farli comprendere ai colleghi.
  • Scettico: non lo convincerete e non serve che lo facciate. Il suo aiuto è invero prezioso perché la sua capacità di trovare falle e difetti funge da cartina di tornasole sia per tarare i modi e tempi della comunicazione che della applicazione effettiva del cambiamento.

 

 

Lo ribadisco ad ogni azienda: la comunicazione deve essere costantemente aggiornata perché  questa deve percorrere tutto il ciclo delle varie fasi ad intervalli regolari e cadenzati così che nessuno possa sentirsi non coinvolto.

 

Conoscere ed individuare le diverse tipologie di dipendenti consente all’azienda di preparare una strategia tale da ottenere un cambiamento quanto più efficace e veloce possibile ma non va dimenticata una premessa fondamentale:

 

 Il Fattore umano nella resistenza all'innovazione,tecnologica ma non solo, va unito al consenso per tradursi in reale.

Massimo Marigo Consulente TELCO e IT

@massimoemme


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