Anche i commercialisti hanno un’anima...social?

di Massimo Marigo - 11 gennaio 2017

Anche i commercialisti hanno un’anima...social? Certamente! E se così non fosse sarebbe  il caso di correre ai ripari.

I social network sono un canale di comunicazione e condivisione assodato e forse anche abusato ma oramai così necessario che nessuna azienda e professionista può chiamarsi fuori.

Il tema portante e la domanda che ci si pone ne è diretta conseguenza: come utilizzarli e come farne marketing?

Dal punto di vista generale ne ho trattato  in questa serie di articoli:

 seigradi social di separazione  ma in questo caso voglio entrare più nello specifico ovvero la realtà degli studi associati e commercialisti.

Per quale motivo? Perché è una realtà che,di primo acchito, può sembrare distante da tali temi ma che,invece,come avviene per le PMI, vive nella  perenne ricerca di  equilibrio tra i limiti ed i vantaggi,sia di strategia che di investimento,della piccola dimensione.

Quindi?

Partiamo dall’universale per arrivare al particolare prendendo spunto dalll’ultima ricerca commissionata dall’ ABI per comprendere come anche l’ambito che riteniamo più serioso,quello bancario,non solo si sia convertito ma  investa tempo e risorse nei socialmedia.

Per amor delle fonti di seguito il link alla suddetta:Kpmg-Banche-Social-media


Da questa ricerca ,prendo ad esempio una slide che trovo adatta perché,osservando le percentuali dei temi trattati,mi permette di prendere  spunto per avvalorare una tesi che porto avanti da tempo ovvero

marigo

 

La premessa:

 

I social network sono nati per mettere in contatto le persone, mentre i socialmedia si sono sviluppati per mettere in contatto gli utenti con le aziende.

 

La conclusione:

 

i socialmedia hanno la funzione di creare e rinsaldare i rapporti non quella di mera vendita .

 

La sfida è l’obiettivo costante consistono nell’attirare  nuovi potenziali clienti così come mantenere e comunicare in modo diretto ed agevole con quelli esistenti.

Le piattaforme sono simili eppur diverse ma per fortuna complementari  e quindi adatte a diffondere differenti tipi di contenuto.

Iniziamo da una app di messaggistica che può rivelarsi utile con un minimo impegno:

  • la pagina di Telegram. Questo canale,che si crea dall’applicazione stessa ha il vantaggio di fungere da comunicazione senza necessità di interazione ed è proprio questo il suo vantaggio. Funge da vetrina e canale di mera comunicazione con gli utenti che vi sono collegati ed è ottima per ricordare scadenze sia normative che di gestione dello studio che  a segnalare eventi e comunicazioni di servizio. La sua caratteristica di avvisare l’utente ma di non permettere una risposta tramite lo stesso canale costringe ad un contatto diretto che poi,è il fine ultimo,da parte del cliente con l’azienda.

 

In merito ai social più diffusi ovvero Twitter e Facebook la gestione è invece più complessa ma proficua,a patto di dedicarci il giusto tempo sia dal punto di vista della creazione e  gestione dei contenuti che nella interazione con gli utenti.

I contenuti non debbono necessariamente essere solo a tema aziendale come indicato nella slide. È buona pratica trattare argomenti diversi addirittura anche ludici con l’attenzione fondamentale di saper dosare il tono,il modo ed il momento. Tali attenzioni servono a dare la percezione di attenzione alla realtà che ci circonda come la sempre positiva aura di una azienda Seria ma non Seriosa. Inoltre,i contenuti sono un buon viatico per attirare attenzione di  un pubblico più ampio e spesso fuori dal bacino convenzionale degli utenti.

Così descritta sembra vi siano solo pro ma purtroppo non è così.  L’errore,la risposta avventata così come il messaggio equivoco od equivocabile  sono sempre dietro l’angolo.

Proprio per tale ragione servono,tempo,preparazione e programmazione.

Quindi,per gestire la vita social del vostro studio e della vostra azienda affidatevi al vostro intuito ed a professionisti come voi.

Massimo Marigo Consulente TELCO e IT

@massimoemme


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