Ecco perché dovresti aprire anche tu un blog professionale

di Carlo Mazzocco - 15 luglio 2013

Per un professionista è importantissimo conquistare una visibilità sempre maggiore sul proprio mercato di riferimento. Una visibilità che non sia “comprata” mediante inserzioni a pagamento (o, almeno, non solo da queste) ma che si fondi sulla condivisione di contenuti di valore per il pubblico che si desidera raggiungere.

Ciò è valso in passato, quando soprattutto il passaparola (positivo) rappresentava uno dei migliori “biglietti da visita” per raggiungere nuovi potenziali clienti. Questo vale ancora, e soprattutto, oggi: il passaparola offline deve integrarsi con il passaparola online il quale, potenzialmente, può fornire contatti un tempo non raggiungibili. Si parla, in questo caso, di benefici derivanti dall’ampliamento della propria rete di influenza e dei famigerati “6 gradi di separazione”.

Il punto fondamentale è il seguente: un professionista oggi è utile che si identifichi sul Web come un esperto del suo settore, pubblicamente riconosciuto dai suoi pari come tale. Ciò viene “certificato” soprattutto dalla ri-condivisione dei contenuti che il professionista pubblica all’interno di un proprio spazio personale sul Web, cioè sul suo blog.

Ecco alcuni veloci consigli per iniziare a creare il tuo blog professionale.

  1. Identifica con precisione la tua nicchia di riferimento – è importante che, prima di iniziare qualsiasi attività sul blog, tu sappia con precisione a chi vuoi rivolgerti, quali bisogni/necessità informative vuoi soddisfare e le tempistiche con le quali pubblicherai i tuoi contenuti.
  2. Crea un calendario editoriale – non buttarti sul blogging senza sapere cosa scriverai dopo il primo mese. Il rischio del “blocco dello scrittore” è sempre dietro l’angolo! Prepara almeno 6-7 articoli da pubblicare al lancio e prepara in bozze almeno 5-10 titoli di articoli che vorresti scrivere nelle settimane successive.
  3. Sii costante – se sai già che i tuoi impegni non ti permetteranno di scrivere più di un post a settimana, non tentare per forza di scriverne di più. Tutto ciò andrà a discapito della qualità media dei contenuti. Meglio poco, ma scritto bene!
  4. Scegli la piattaforma migliore – ti consiglio di utilizzare Wordpress, considerato ormai lo standard mondiale per l’attività di blogging. Puoi scegliere la versione completamente gratuita e ospitata sui server di Wordpress (semplice da utilizzare ma poco personalizzabile), oppure utilizzare un’installazione di Wordpress.org che ti permette di utilizzare anche i comodissimi plugin aggiuntivi.
  5. Utilizza un tuo dominio – ti consiglio caldamente di comprare un dominio “nomecognome.it” oppure uno che identifichi immediatamente il tuo ambito di attività. Ciò è fondamentale in ottica di personal branding: dovrai pensare a te stesso come a un prodotto da promuovere. Non farti tentare dal dominio gratis che ti offre Wordpress!
  6. Non scordare la parte SEO (“Search Engines Optimization”) – questo è un campo delicato, per il quale occorrerebbe un post a parte. Per iniziare, ti consiglio di leggere questa guida di Google.
  7. Ri-condividi i contenuti sui social network – quando lancerai il tuo blog non avrai immediatamente una folta schiera di lettori. Purtroppo non è così facile. Ma perseverare porterà molto probabilmente a ottimi risultati. Una buona tattica è quella di creare, come “contorno” al tuo blog (che funge da hub), alcuni profili sui maggiori social network da utilizzare per condividere i tuoi articoliverso un pubblico più ampio. Ciò comporta 2 benefici principali:
    1. Se un contenuto è di valore, sarà facilmente ri-condiviso e porterà traffico aggiuntivo;
    2. I “segnali social” (like su Facebook, retweet su Twitter, +1 su Google Plus, ecc.) servono tantissimo per scalare le SERP.

Se sei un professionista che vuole emergere rispetto alla “massa” dei tuoi concorrenti ti consiglio di valutare subito un blog come strumento di promozione personale: ti sarà sicuramente molto utile per ampliare la tua rete di contatti.

Per maggiori informazioni sull’argomento ti consiglio di leggere anche questo articolo.

Carlo Mazzocco

@CarloMazzocco

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