Chi fa carni, nun fa robba

di Beniamino Piccone - 24 luglio 2013

Quando studiammo la Divina Commedia, ci ripeterono più volte - ed è per questo che ce lo ricordiamo - che Inferno, Purgatorio e Paradiso si concludevano nello stesso modo, con la parola "stelle".

Non credo sia un caso che le Considerazioni del Governatore Visco si chiudano con il termine "investire". In Italia non solo è svanita la distinzione tra investimenti e spesa corrente, ma gli investimenti sono ormai un lontano ricordo.

Se scorriamo insieme le tabelle che accompagnano le considerazioni finali, vediamo dei numeri terribili. Gli investimenti fissi lordi, dopo essere calati nel 2001 dell’1,8%, sono scesi dell’8% nel 2012 e nel 2013 non si vedono segnali di inversione.

Si investe quando si ha fiducia nel futuro, quando lo scenario di riferimento ha qualche sprazzo di luce. Invece in Italia domina un pessimismo cronico e solo la domanda estera consente alle imprese di crescere.

Nel rileggere I proverbi di Calatafimi (Vitale e Spanò, Piccola biblioteca Inaz, 2008) ho ripescato un proverbio che fa al caso nostro: “Chi fa carni, nun fa robba”, chi pensa solo a ingrassare non accumula.

George Gilder offre il miglior commento all'antico proverbio: “Gli imprenditori comprendono la realtà inesorabile del rischio e del mutamento. Essi iniziano risparmiando, rinunciando al consumo non per creare una ricchezza sucedanea, ma per ottenere i mezzi necessari a una vita di rischi e di opportunità produttive. La loro massima aspirazione non è il denaro da sperperare in consumi, ma la libertà e il potere per tradurre in atto le loro idee imprenditoriali”.

Ai piccoli imprenditori che spesso si accontentano di rimanere piccoli, consiglio di riflettere sulle parole di Rathenau, fondatore della AEG e poi ministro della Repubblica di Weimar: “L’imprenditore non conosce altro scopo all’infuori di quello di ingrandire la sua impresa, farne un organismo fiorente e di sicuro avvenire”.

Cari imprenditori, tagliate le spese correnti e concentratevi sugli investimenti.

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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