I sindacati devono cambiare

di Beniamino Piccone - 5 novembre 2013

Sono grato all’economista Luca Meldolesi, che mi ha inviato in dono il suo attuale La quarta libertà. Come padroneggiare la pubblica amministrazione (Bonanno Editore), scritto nel lontano 2007. Ma sappiamo, l’Italia è un Paese dai processi lentissimi, per cui – non cambiando nulla o quasi – le analisi rimangono valide.

Meldolesi cita un intervento al Senato di Giuliano Amato del 4 dicembre 1988. In qualità di Ministro del Tesoro, disse: “In molte situazioni lo Stato paga stipendi a fronte di due ore e mezza o tre ore di lavoro effettivo, i trasferimenti non volontari sono impediti, la nozione sindacale di ‘merito di gruppo’ non ha senso comune”. E aggiunse: “Questo dobbiamo far capire al sindacato: non è possibile che ci sia una specie di ventre molle che condanna all’inefficienza lo Stato. Non si può affermare che si costituisce il sindacato dei cittadini e degli utenti se non si ha il coraggio di abbandonare questa prassi, che considero – da membro del sindacato – anti-sindacale all’interno del pubblico impiego, da parte degli stessi sindacati”.

Meldolesi invita a resistere alla tentazione del “tutta l’erba un fascio”. Vero, ma purtroppo la tendenza corporativa che Amato denunciava era ed è presentissima. Nel riprendere in mano il suo Due anni al Tesoro (il Mulino, 1988), ho ritrovato un’affermazione calzante di Amato: “La crisi del sindacato può essere almeno in parte spiegata con le carriere dei loro massimi dirigenti, che sono carriere da Cina pre-rivoluzionaria, che li portano a dover essere espressivi di tutte le stagioni”.

Se gli uomini guida del sindacato sono sempre gli stessi – o addirittura diventano segretari di partito (vedasi Epifani), le cose non possono cambiare.


Beniamino Piccone

@beniapiccone

 


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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