Andare nelle scuole fa tornare giovani, ma quanta ignoranza di finanza in famiglia

di Beniamino Piccone - 9 giugno 2014

Nell’ambito del progetto sull’Educazione Finanziaria portato avanti dalla Banca d’Italia, volto a migliorare le basse conoscenze di economia e finanza degli studenti italiani, sono andato il mese scorso in una scuola media di Milano.

Per avere un’idea dei discorsi sentiti dai ragazzi nelle famiglie d’origine, ho chiesto, prima di iniziare la lezione, agli studenti cos’è la crisi finanziaria.

Ecco un mosaico delle risposte più interessanti:

  • La gente non ha lavoro e gli vengono rubati i soldi dai politici.
  • Boooooh, ha qualcosa a che fare con Berlusconi?
  • Quando non hai più soldi nel conto.
  • Quando c’è gente che non paga le tasse, quando lo stato investe male i suoi soldi e li perde.
  • Quando le uscite superano le entrate.
  • Quando le banche hanno pochi soldi
  • La crisi finanziaria è la crisi della guardia di finanza.
  • Quando il deficit del paese è molto elevato e lo stato va in crisi.
  • È una crisi della finanza tranne che non so cos’è la finanza.
  • Un momento in cui il paese non guadagna più.
  • La crisi è un momento in cui i soldi vengono a mancare sia allo stato, sia ai cittadini.
  • Le banche iniziarono a dare prestitti anche a persone che non potevano ridare i soldi perciò le banche iniziarono a fallire non avendo più soldi.
  • La crisi è quando nessuno ti aiuta e non ascolta e rubano tutto quanto e poi fanno la Guerra.
  • La crisi finanziaria è un problema per noi italiani e secondo me se in futuro ci sarà un governo che metterà la basi, forse finirà.
  • La crisi finanziaria si crea nel 2008-09 in America e si sviluppa quando le banche esagerano coi prestiti, non riescono a farseli restituire.
  • È un rallentamento della situazione economica, quindi le azioni di una repubblica non sono più ben organizzate.
  • Crisi è quando il governo guadagna più soldi e i cittadini non trovano lavoro”.

È proprio vero quello che sostiene Federico Rampini, corrispondente di Repubblica a New York, nel suo Banchieri (Mondadori, 2013): “In un’altra vita, vorrei insegnare l'economia ai bambini. Perché crescano armati degli utensili giusti, perché nessuno li possa ingannare con il linguaggio dei burocrati”.

Bisogna lavorare da subito. Infatti la peculiarità dell’educazione finanziaria sta nel fatto che i suoi benefici si producono lungo un orizzonte temporale di medio-lungo periodo; tali benefici non sono di immediata e facile valutazione; sono tanto maggiori quanto più i singoli interventi si inseriscono in un quadro strategico di fondo (Chionsini e Trifilidis, Banca d’Italia, cit.).

 

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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