Milano deve guardarsi dentro se vuole fare da locomotiva italiana

di Beniamino Piccone - 3 giugno 2014

Cari amici di MySolution Post,

Nel panorama italiano, l’economista d’impresa Marco Vitale spicca come uomo di grande coraggio, intellettualmente indipendente, spesso controcorrente. Per capire le cose, il suo punto di vista è quanto mai necessario.

Un suo recente intervento, che qui pubblichiamo integralmente, ha preso spunto dall’Expo e dalla voglia di ripartire, che Milano ha. Ma prima di farlo, è opportuno riflettere seriamente su quanto è successo. E partire dalla parresia, dal linguaggio della verità, perchè altrimenti si fa solo della retorica.

In questa lettera aperta a Giangiacomo Schiavi, vicedirettore del Corriere della Sera, Vitale rimarca la responsabilità che ha Milano nei confronti di tutto il Paese.

Un punto chiave dell’intervento è la domanda sul perchè ancora una volta i "figli delle tenebre hanno prevalso sui figli della luce" (Bonvesin de la Riva, cit.), e la risposta è questa:

Perché gli imprenditori, ancora una volta, corrompono e continuano a chiamarsi imprenditori, infangando questa antica e bellissima parola? Perché i tecnici svendono la loro competenza e professionalità ai figli delle tenebre per denaro o per vantaggi di carriera e continuiamo a chiamarli professionisti e costruttori? Perché continuiamo a tollerare che cricche affaristiche si nascondano dietro al nome santo di Cristo o al nome nobile della cooperazione? Perché accettiamo che dei figli delle tenebre creino delle strutture pensate per violentare il mercato e la concorrenza e continuiamo a chiamarli politici, cioè persone che dovrebbero lavorare per la polis mentre sappiamo che lavorano solo per se stessi o per il loro ente di affiliazione?

La riflessione seria di Vitale prende spunto anche da una significativa lettera di Tommaso Padoa-Schioppa a Franco Continolo, dove si legge: “La peculiarità della storia italiana non è la nascita recente della nazione, è la combinazione di una nazione precoce e di uno Stato tardivo; è il fatto che per tanti secoli si sia avuta l’una senza l’altro e che l’assenza dello Stato unitario non abbia impedito la presenza della nazione”.

Buona lettura.

Leggi la lettera integrale di Marco Vitale.

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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