Lo scandalo delle concessioni balneari

di Beniamino Piccone - 29 luglio 2014

Ha fatto gran bene l’assessore alla Pianificazione territoriale e Urbanistica della regione Liguria Gabriele Cascino a pubblicare – con un’operazione trasparente – i canoni di affitto di lidi e stabilimenti balneari della regione che, è la seconda, per gettito (11,5 milioni di euro di canoni annui) dopo la Toscana (13,2 milioni).

Anni fa, nel giugno 2006, l’allora ministro (del Governo Prodi bis) dei Beni culturali Francesco Rutelli sospese malauguratamente l’aumento dei canoni demaniali, che in moltissimi casi, sono ben lontani dal valore di mercato.

Dal 2006, di rinvio in rinvio, all’italiana, dove la sospensione e la proroga sono all’ordine del giorno, siamo arrivati al 2014 senza risolvere una questione, sulla quale l’Europa (benedetta!) ci spinge a riformare.

Così anche nel 2014 lo Stato incasserà dai canoni del demanio marittimo 102 milioni circa, una cifra ridicola, contro un giro d’affari stimato prudenzialmente in 2 miliardi di euro annui.

Qualche esempio? A santa Margherita Ligure l’affitto più alto (7.500 euro) lo paga il Lido Punta Pedale, mentre l’hotel Regina Elena paga 6.000 euro. Metropole e Continental pagano 3.614 e 1.989 euro. Roba da non dormirci la notte!

Il Twiga di Briatore (che è in subaffitto) a Marina di Pietrasanta paga 14mila euro annui per 4.485 metri quadri di spiaggia. Il bagno Valle dei Corsari di Sperlonga paga 940 euro all’anno, una somma che incassa tranquillamente in una domenica di agosto.

C’è poi da dire – come sa chiunque frequenti un bagno al mare – che i costi vengono tutti registrati a conto economico, ma i ricavi manco per idea, così – come per la società Magnolia di Briatore – le società titolari delle concessioni pubblicano bilanci in perdita.

Il presidente del consiglio Enrico Letta aveva inserito la valorizzazione delle concessioni marittime tra gli obiettivi del programma “Destinazione Italia”, ma poi – con il cambio di governo – non si è fatto nulla. La direttiva europea Bolkenstein – che si basava sulla forza e stimolo della concorrenza – del 2006 è rimasta lettera morta, per cui l’UE ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia. Berlusconi promise all’Europa di mettere a gara le concessioni, ma anche da destra la cultura della concorrenza langue, per cui siamo arrivati a sperare che il Governo Renzi “cambi verso” e riporti i canoni di locazione demaniali a livelli di mercato, riducendo – inoltre - le sperequazioni esistenti tra bagni che pagano somme diverse per identiche metrature.

 

Beniamino Piccone

@beniapiccone

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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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