Einaudi e le opinioni dei tuttologi

di Beniamino Piccone - 29 settembre 2014

Spesso sui giornali vengono riportate opinioni su temi economici di persone che non sanno nulla di economia. È mai possibile? Si, infatti Luigi Einaudi - presidente della Repubblica, governatore della Banca d’Italia, ministro del Bilancio – già negli anni ’50 protestava vivamente contro questa iattura.

In una lettera a don Lorenzo Milani, il 5 marzo 1959, scrisse: “Purtroppo, Ella fa parte della grandissima maggioranza di coloro i quali candidamente cominciano un qualunque discorso economico dicendo: <Io non sono un economista, non ho mai studiato in proposito; ma...a parer mio il problema potrebbe essere risoluto così o cosà>. Si trattasse di opinioni dedotte dal <buon senso> - e la scienza economica, nelle cose applicate, consiste <esclusivamente> nel buon senso – non ci sarebbe niente da osservare. Quasi sempre, non di buon senso si tratta, ma del contrario, e nel caso migliore, della presunzione dell’innocente, il quale non sa nulla. Finché il maestro, il contadino, l’artigiano, il banchiere, il sacerdote, l’ufficiale, ecc. ecc. parla delle cose sue, dedotte dall’esperienza sua, lo ascolto sempre con rispetto. Il più delle cose che immagino di sapere, le ho imparate dalla bocca di chi di quelle cose faceva la sua occupazione. Il guaio è che la maggior parte degli uomini non ama parlare solo delle cose che fa, ma anche e sovrattutto di quelle che fanno gli altri e del come le dovrebbero fare per il bene comune. Per lo più vengono fuori spropositi grossi”.

Quando leggo o sento Susanna Camusso – segretaria generale della CGIL dal 3 novembre 2010 che nel suo curriculum vitae ha una mancata laurea in archeologia - pontificare su questioni economiche, non esito a girare subito pagina o cambiare canale tv. Quale contributo al dibattito potrà mai dare? Ci ricordiamo ancora di quando uno dei suoi predecessori – Luciano Lamasostenne negli anni settanta che il salario fosse una “variabile indipendente” rispetto al fatturato, al profitto, alla congiuntura economica.

Vogliamo parlare delle urla alla “Gabbia” di Paragone del critico d’arte Vittorio Sgarbi? Che si occupi di storia dell’arte, del Parmigianino, ma lasci stare la finanza, le banche e il sistema economico.

Facciamo passi avanti, non indietro.

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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