L’esegesi delle affermazioni del presidente dell’Enac Vito Riggio

di Beniamino Piccone - 8 settembre 2014

Domenica 13 luglio leggevo - davanti a un ottimo caffè Illy - i giornali, quando mi è caduto l’occhio su un’intervista su <Repubblica> al presidente dell’Ente che vigila sull’aviazione civile in Italia, l’Enac, Vito Riggio. Tenetevi forte perchè – in relazione alla questione Alitalia, in procinto di passare agli arabi di Etihad - sembra di leggere la Pravda ai tempi di Breznev: “Questa nuova impostazione rappresena un passo avanti (sic!, ndr) nelle politiche del lavoro. Il ricollocamento servirà ad evitare il rapido impoverimento del mercato del trasporto aereo italiano che è fatto di grandi professionalità. All’Enac spetterà il compito di stilare una lista dettagliata delle persone da impiegare (...). Io direi che ad esempio, tutte le compagnie che operano in Italia, comprese Ryanair e EasyJet, dovrebbero “pescare” nella lista e lo stesso vale per gli aeroporti”.

Riassumiamo: Etihad compra dai “capitani coraggiosi” guidati da Roberto Colaninno il 49% di Alitalia, manda a casa i dipendenti in esubero, i quali, dovranno essere assunti obbligatoriamente dalla concorrenza, anche se non ne ha bisogno. Ma siamo impazziti? Sì, lo siamo.

È il caso di sottolineare l’assenza di qualsiasi cultura del lavoro. Esiste invece l’idea del posto di lavoro, cosa ben diversa. I lavoratori possono anche non servire, ma l’importante è che qualcuno li assuma, anche se non hanno nulla da fare.

C’è un altro punto da considerare, legato alla motivazione del lavoratore. Quando Colaninno (sempre lui!) prese l’incarico dall’Ing. De Benedetti di sviluppare da zero una nuova società di servizi telefonici mobili – Omnitel – l’imprenditore mantovano, a fronte della possibilità di assumere i dipendenti in mobilità dell’Olivetti – respinse immediatamente l’offerta perchè in una start-up l’atteggiamento di un ex cassintegrato è quanto di più nefasto. Ci vuole gente col coltello tra i denti, che sa che bisogna battere la concorrenza con il lavoro, la competenza, il merito, la creatività. Non con le assemblee sindacali, la mobilità e i permessi premio.

Il paradosso è che ora Colannino si trova a dover “cedere” lavoratori in eccesso. Se l’operazione delineata da Riggio dovesse andare in porto, sono proprio curioso di vedere la reazione furiosa del fantasioso Ceo di Ryanair Michael O’Leary, che già in passato non ha esitato a sbeffeggiare l’Italia.

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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