MiTo Settembre Musica: con la cultura si mangia

di Beniamino Piccone - 14 ottobre 2014

Si è chiuso da qualche settimana il MiTo Settembre Musica, il festival che scorre sull’asse Milano-Torino nato nel 2007 – arrivato alla sua ottava edizione –, ideato e guidato da Francesco Micheli, finanziere umanista. 127 appuntamenti, concerti in 94 luoghi diversi, dai teatri alle carceri di San Vittore e Bollate, dalle piazze, cortili e chiese – Sant’Ambrogio e San Marco - a musei e stabilimenti industriali. 2000 artisti e 69mila spettatori – che hanno potuto comprare il biglietto anche in modalità ticketless -con una saturazione delle sale superiore al 98 per cento.

Si era già partiti bene alla Scala nel ricordo del maestro Abbado con Brahms – che si poteva seguire via streaming alle Gallerie d’Italia – per poi proseguire il 9 settembre con uno degli appuntamenti più attesi al Teatro Arcimboldi con il concerto della Filarmonica di San Pietroburgo diretta da Yuri Temirkanov, guida artistica della compagine dal 1988. Si è chiuso in bellezza domenica 21 con la festa “Il Mito del Rock” al Mercedes-Benz Center.

Secondo una ricerca di Makno, il Mito ha un alto valore sociale e culturale sul territorio e genera forti benefici economici. Ogni euro investito genera un ritorno di 3,87 euro per il territorio e ogni euro di risorse pubbliche genera 7 euro di beneficio. Significa quindi che con la cultura si mangia eccome, al contrario di quello che sosteneva l’ex Ministro Giulio Tremonti.

I Comuni di Milano e Torino contribuiscono con 1,5 milioni di euro a testa, mentre altri introiti derivano da biglietteria e sponsor. In passato Mi-To riceveva dai Comuni fino a 12 milioni di euro. Se oggi funziona con meno risorse significa che si può fare di più con meno. Un buonissimo segnale.

La Makno ha rilevato la buona accoglienza del pubblico che segue il festival. Secondo l’80% degli intervistati, il MiTo favorisce il risveglio culturale del territorio; il 56% pensa dia prestigio alla città e il 46% migliori la qualità della vita in città. Sappiamo tutti quanto una buona educazione musicale abbia un’influenza positiva nella crescita di un cittadino responsabile. Concordiamo con il vicepresidente Micheli che sottolinea la popolarità del festival, il fervore e la partecipazione del pubblico: “dove c’è più cultura c’è meno malaffare”.

Siamo convinti che il prossimo anno il MiTo versione Expo – con concerti di musica classica, ma anche popolare e contemporanea - possa contribuire fattivamente alla buona riuscita dell’Esposizione Universale, proprio perché coinvolge tutta la città, comprese le fasce deboli ed emarginate, grazie ai numerosi concerti con prezzi calmierati. L’alta fedeltà del pubblico – il 50% segue il Festival da tre anni – è un’ulteriore conferma della presenza di un’offerta culturale di qualità.

 

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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