Gli effetti dell'overfinancing nel settore immobiliare

di Beniamino Piccone - 20 ottobre 2014

Oltre al credit cruch, vogliamo parlare dell’Overfinancing degli anni scorsi nel settore immobiliare?

Ogni anno le Considerazioni finali della Banca d’Italia sono un documento pieno di spunti e di riflessioni, che non perdono validità nel corso del tempo.

Nelle sue ultime Considerazioni finali il governatore Ignazio Visco, gentiluomo napoletano che viene dal Servizio Studi, ha disegnato un quadro preoccupante per il credito complessivo all’economia italiana: “Le restrizioni all’offerta di credito colpiscono in misura maggiore le imprese piccole e medie, generalmente più rischiose e ora particolarmente indebolite dalla recessione. In questo quadro, preoccupa la difficoltà nel reperire finanziamenti da parte di aziende dotate di favorevoli opportunità di crescita ma prive di accesso diretto al mercato dei capitali”.

E in Lombardia la situazione non si presenta diversa dal contesto nazionale. Quello che non sorprende è il calo dei finanziamenti al settore delle costruzioni, in calo dal 2011.

Va detta una verità scomoda: il settore immobiliare è stato sovrafinanziato. Negli anni abbiamo assistito a un processo di overfinancing, per cui si è ecceduto nel finanziare esageratamente progetti – Santa Giulia, per esempio, che solo un escamotage linguistico fa dimenticare che si tratta di Rogoredo  - in cui il capitale investito dall’imprenditore era minimo e massimo invece il credito bancario. Fare business con una leva esagerata siamo bravi tutti. Poi se il business non va, come nel caso in oggetto, le banche sono costrette a trasformare i crediti in azioni.

Come disse il mitico Winston Churchill, criticando i costruttori che devono fare la loro parte: “Roads are made, streets are made, services are improved, electric light turns night into day...all the while the landlord sits still...he contributes nothing to the process from which his own enrichment is derived”.

È tardi per piangere sul calo degli impieghi bancari nel settore immobiliare. L’errore è stato fatto in precedenza, finanziando progetti irrazionali, facendosi prendere da quella che il governatore della Federal Reserve Alan chiamò “esuberanza irrazionale”.

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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