I test e la selezione all’ingresso nelle università sono fondamentali

di Beniamino Piccone - 17 novembre 2014

Montano le polemiche dopo l’annullamento del test per l’iscrizione a alla Specializzazione di Medicina a Roma. È l’occasione quindi, per i detrattori della selezione all’ingresso, per innestare una campagna di stampa per l’apertura a tutti dell’università. Ma si stanno ancora una volta sbagliando. I test sono fondamentali. L’università di massa è una delle cause del declino italiano.

Valgono le parole di Salvatore Settis, per anni direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, centro di eccellenza italiano, che nel suo Quale eccellenza? (Laterza, 2004), scrive: “In un Paese come il nostro, in cui le università sono passate da una trentina a quasi ottanta, non è impensabile un meccanismo di distribuzione che consenta alle singole università di selezionare i loro studenti sulla base di standard e di numeri predefiniti: solo così, infatti, sarebbe possibile un’accurata progettazione sia della didattica sia di ogni altro aspetto”.

La selezione va fatta sempre. L’ideale sarebbe una selezione nazionale, per poter scegliere in modo compiuto. Maggiore è la partecipazione, migliore è il risultato della selezione. La Scuola Normale di Pisa, per esempio, paga il viaggio a tutti coloro che intendono partecipare alle selezioni, che nel caso in questione non prende in considerazione il voto di maturità, spesso inficiato da logiche relazionali e territoriali (al Sud i voti sono più alti).

Settis rimarca il fatto che “per evitare che la selezione sia fatta in base al censo, occorre aggiungere un efficace sistema di incentivi e di borse di studio per gli studenti meritevoli”. È opportuno dare attuazione all’art. 34 della Costituzione, che recita: “I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto a raggiungere i gradi più alti degli studi”. La Costituzione specifica che solo i “capaci e meritevoli” hanno diritto a essere supportati. Il diritto allo studio, propagandato senza distinzioni soprattutto dalla sinistra, inficia il dettato costituzionale. Non confondiamo i capaci da chi non lo è.

 

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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