Alitalia e la cassa integrazione: ecco perché non funziona

di Beniamino Piccone - 20 febbraio 2015

Non è stata assolutamente una sorpresa la notizia dei numerosi piloti Alitalia formalmente in cassa integrazione guadagni (Cig) a zero ore per sette anni, e nella realtà al contempo piloti per un’altra compagnia aerea.

E come possono i piloti lavorare? È vietato. Il lavoratore in cassa integrazione non deve, secondo il nostro diritto del lavoro, cercare un’altra occupazione. Deve stare a casa a giocare a tresette o leggere il giornale. È assolutamente vietato ricercarsi un’altra occupazione.

Ci rendiamo conto di quali regole assurde sono state scritte negli anni Settanta? C’è qualche giurista disposto a fare autocritica?

È chiaro che i piloti avrebbero dovuto comunicare il fatto di aver un altro lavoro. In questo modo avrebbero perso il sussidio d’oro della cassa integrazione. Speriamo che la giustizia faccia il suo corso, ma temiamo che finirà tutto, come al solito, a tarallucci e vino.

L’idea che sta alla base della Cassa integrazione è consentire al lavoratore di tornare nella propria impresa, una volta passata la buriana e superato il periodo di ciclo negativo. Ma come può un lavoratore tornare in un’azienda che non c’è più? Bel problema. Per i 1.500 lavoratori di Alitalia cassintegrati nel 2008, con la solita ipocrisia, si è previsto il freezer. Ci si occuperà di loro quando sarà il momento. Intanto i viaggiatori pagano. Infatti il trattamento di Cig è finanziato con una tassa di tre euro per ogni biglietto acquistato in Italia. Paga Pantalone. E i sindacati si fanno belli per aver difeso i lavoratori.

Siamo in presenza, come spesso avviene nel Belpaese, di un sussidio particolare, a beneficio di una singola impresa – in questo caso la “Vecchia Alitalia”, che più volava, più perdeva – a danno della collettività. Magari ci fossero ammortizzatori sociali universali! No, in Italia, anche i sindacati non li apprezzano, perché verrebbe meno la loro forza negoziale.

Come ha scritto Pietro Ichino, “la Cassa integrazione ha per legge lo scopo di tener legato il lavoratore alla sua azienda: non è fatta per sostenerlo nella ricerca di una nuova occupazione. Solo che in questo caso l’azienda – la “vecchia Alitalia” – non aveva più neppure un aereo da far volare. All’incirca la stessa cosa accade per circa mezzo milione di altri cassintegrati in giro per l’Italia. C’è ancora qualcuno che dubiti della necessità di voltar pagina rispetto a questo uso insensato della Cassa integrazione nelle crisi occupazionali?”.

 

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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