I test di ingresso sono molto positivi

di Beniamino Piccone - 2 febbraio 2015

Abbiamo letto di recente che ben 1.500 studenti delle scuole medie si sono recati al liceo linguistico Manzoni per effettuare il test di ingresso. Il preside Giuseppe Polistena è da anni all’avanguardia; crede fortemente nei meccanismi di selezione degli studenti. Vuole i migliori e quindi da tempo sostiene il tema del merito.

È stato criticato per anni, ma non si è fermato. E ha fatto benissimo. Sono infatti sempre di più le famiglie che spingono i loro figli a presentarsi alle prove di ingresso.

Il liceo Manzoni è un liceo civico – finanziato quindi dal Comune di Milano - con un secolo e mezzo di storia. Dal 2007 prevede corsi di cinese; da anni anche i professori sono giudicati, dagli studenti. E da ben otto anni è previsto un test di ammissione. Quest’anno sono 216 posti disponibili, a fronte di circa 1.500 iscritti.

In due ore, i tredicenni devono spremere le meningi per rispondere a sessanta quesiti a scelta multipla con domande di logica, comprensione del testo e cultura generale. A parità di risposte esatte, ci sono domande jolly che valgono di più. Esisteva un sistema simile anche in Bocconi. Quando la frequentavo venti anni fa, il professore di sociologia Nando Dalla Chiesa introdusse le domande “civetta”: chi non rispondeva correttamente a queste non passava l’esame, poichè ritenute fondamentali e imprescindibili.

L’anno scorso è stato chiesto di indicare in modalità multiple choice il pianeta scoperto nel 1946, la città con la sacra Sindone, l’autore della Mandragola, chi ha scritto l’Aida.

È assolutamente opportuno che in futuro vengano pubblicate le classifiche con a fianco indicato la scuola media di provenienza. Deve nascere una competizione tra scuole medie di modo da indurre i dirigenti scolastici a motivare i docenti a migliorare la qualità della didattica. Competere viene dal latino cum petere, cercare insieme, quindi concetto dinamico di scoperta, che contribuisce a promuovere scelte proattive. Dove c’è concorrenza c’è ricerca comune, in forma antagonistica, della soluzione migliore.

La scuola, come il nostro Paese – feudale e pieno di incrostazioni - ha bisogno di più concorrenza. I test di ammissione e la pubblicazione delle classifiche delle scuole sono la conditio sine qua non per il miglioramento del nostro sistema educativo, da cui non è possibile prescindere per la crescita economica dei prossimi cinquant’anni.

Beniamino Piccone

@beniapiccone


1 Commenti :

Inviato da il 15 dicembre 2016 alle 13:02

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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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