Pensioni: il sistema retributivo illusorio e irresponsabile

di Beniamino Piccone - 27 aprile 2015

Spesso le lettere al giornale indirizzate al Financial Times sono più pregnanti di un editoriale del Corriere della Sera, spesso frequentato dai soliti opinionisti da 30 anni. Il 25 marzo scorso John Nevell da Toronto ha tirato fuori una chicca. Ve la cito interamente perché merita: “Sir, Octavia Hill, filantropa e founding member del National Trust nel 1893 suggerì alla Royal Commission che lo schema pensionistico costituirebbe il “più gigantesco schema di relief inadeguato mai creato dal genere umano e distruggerebbe il senso di responsabilità delle famiglie”.

È proprio così. Vediamo come in Italia le generose pensioni sussidiate, alias disegnate con il metodo retributivo – senza pensare alla sempre maggiore longevità e alla decrescita demografica – abbiano indotto le persone a non risparmiare in altre forme, per esempio i fondi pensioni, lasciati languire.

Aggiunge Octavia Hill nel suo intervento che la pensione scoraggerebbe il “risparmio e la frugalità, e romperebbe il senso della responsabilità familiare”. Quest’ultimo passaggio potremmo tradurlo in patto intergenerazionale, rotto in Italia con un sistema pensionistico disegnato a danno dei giovani. Il compianto Tommaso Padoa-Schioppa lo definì “furto intergenerazione”. La cosa assurda è che i pensionati di oggi strepitano, invece di ringraziare ogni giorno figli e nipoti per i sussidi ricevuti ogni mese.

Pochi giorni dopo sul quotidiano milanese il lettore Franco B. Finazzi conferma la forte differenza qualitativa nei lettori italiani scrivendo questo commento: “Lo Stato ci restituisca a 55 anni tutti i contributi che abbiamo versato e alla nostra vecchiaia ci pensiamo noi. Sono stanco di uno Stato che cambia unilateralmente le regole. Dovevo andare in pensione a 62 anni, invece grazie alla folle riforma Fornero, da quell’età sono senza lavoro e senza pensione per 6 anni”.

Caro Finazzi, lei andrà in pensione con il metodo retributivo che implica un sussidio che verrà pagato dai giovani di oggi per coprire finanziariamente un sistema che anche il finanziere Bernard Madoff ha ritenuto ottimo da replicare. È solo grazie all’ottima riforma Fornero che questo “buco” ha trovato un limite.

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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