Più che le statistiche sulla disoccupazione, guardiamo il tasso di occupazione

di Beniamino Piccone - 8 giugno 2015

Sono usciti qualche settimana fa i dati sulla disoccupazione italiana. Ad aprile sono stati firmati 210.544 contratti di lavoro, di cui 48mila a tempo indeterminato. Interessante il fatto che sonmo state rilevate 35.883 trasformazioni di rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato.

Ferve la polemica se il Jobs Act abbia creato o no occupazione. È ancora presto per valutare. E comunque valgono le parole del giurista Pietro Ichino, il quale quale mette in guardia da critiche ottuse: “Potrà anche accadere che nella prima fase di applicazione della riforma, se essa produrrà risultati coerenti con gli intendimenti del legislatore, aumenti il tasso di disoccupazione. Questo aumento, infatti, potrebbe significare che, essendosi rimesso in moto il mercato, anche per effetto delle nuove norme, molte persone scoraggiate dalla crisi, che negli ultimi tempi avevano smesso di cercare un’occupazione, hanno ricominciato a cercarla senza trovarla immediatamente. Il dato più significativo da tenere d’occhio sarà piuttosto quello relativo al tasso di occupazione”.

Intanto in Europa nel 2014 per la classe di età tra i 20 e i 64 anni, il tasso di occupazione è passato dal 68,4% al 69,2%. In Italia? Abbiamo la più alta percentuale di Pil speso in pensioni e al contempo la percentuale più bassa di partecipazione della popolazione alla forza lavoro: tasso di occupazione al 55,7%. Abbiamo 22 milioni di occupati che sostengono 38 milioni di residenti. Ad abndantiam, nell’ultimo rapporto dell’Ocse Skills outlook viene rilevato che solo il 52.9% dei giovani italiani fino a 29 anni lavora.

Siamo sempre indietro soprattutto perchè il tasso di occupazione femminile è risicato. Daniela Del Boca, una delle massime studiose in Italia sui temi del lavoro, ha scritto su lavoce.info – “Se la disoccupazione è donna” – che nei dati pubblicati dall’Istat il 31 marzo (relativi al mese di febbraio) dei “meno 44mila occupati nell’ultimo mese, 42mila sono donne, a testimonianza della debolezza del mercato del lavoro femminile in Italia (...). Il tasso di occupazione femminile oscilla ormai da un quinquennio tra il 46 e il 47 per cento, non mostrando mai una decisa risalita e lasciandoci sempre in fondo alle classifiche europee”.

Non possiamo che condividere gli auspici della Del Boca: “È importante che il mercato del lavoro riprenda sia per gli uomini sia per le donne. Per uno sviluppo equilibrato, per un superamento della specializzazione produttiva, per un pieno utilizzo delle capacità di tutti”.

 

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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