I test Invalsi sono fondamentali

di Beniamino Piccone - 13 luglio 2015

Abbiamo spiegato su questa rubrica quanto siano importanti nella scuola i test Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo) e quanto bisognerebbe lottare per avere una totale trasparenza da parte di tutte le scuole affinché pubblichino online i risultati dei test, sperabilmente compiuti correttamente dagli studenti, senza l’aiuto dei professori. Sappiamo anche che spesso i professori boicottano i test Invalsi, poichè nel settore pubblico la cultura della valutazione è negletta. Ma come si fa ad apprezzare qualcosa se non si può misurare la stessa?

Premesso questo, mi ha quindi colpito l’intervista data al Corriere della Sera di Anna Maria Agnello, presidente dell’Invalsi, la quale ha detto: “Non ha senso valutare una scuola solo sulla base dei suoi risultati Invalsi. Personalmente, se dovessi iscrivere mio figlio in prima elementare, non mi baserei certo solo su questo (...). Dire come ha fatto Roger Abravanel che rendere pubblici i test Invalsi servirebbe ad aiutare i genitori a scegliere la scuola migliore per i propri figli, significa attribuire all’Invalsi un ruolo che non ha”.

Il problema di oggi è reperire informazioni serie sulla qualità della didattica, sulla capacità dei docenti di insegnare e di incuriosire gli allievi. Solo con i test – sempre migliorabili, per carità – si possono ricavare gli elementi conoscitivi necessari per decidere. Invece oggi cosa avviene? Che ci si affida al tam tam dei genitori, in modo imperfetto, naturalmente poichè le informazioni sono frammentarie e non verificabili.

Aiello, bontà sua, ci fa sapere che da luglio le cose cambieranno. Ci sarà il cosiddetto Rav, il rapporto di autovalutazione delle scuole, documento che prevede 49 indicatori, pesati rispetto allo status socio-economico degli studenti e al contesto di provenienza.

Se la prima a non crederci è la presidente dell’Invalsi, partiamo bene. È da evidenziare come i sindacati si siano opposti alle valutazioni esterne, per cui è passata l’autovalutazione. Chi mai dichiarerà di non organizzare i laboratori e di non essere bravo a insegnare?

 

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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