La Rai assume giornalisti, dopo che ne ha 5 volte Mediaset

di Beniamino Piccone - 21 settembre 2015

La notizia sconvolgente di qualche tempo fa è che la Rai ha indetto un concorso per assumere giornalisti. Sono accorsi a partecipare al concorsone ben 5mila giornalisti professionisti. I posti disponibili sono solo 100 posti a tempo determinato. Non c’è da sorprendersi della immensa partecipazione. È noto che l’unico luogo dove non puoi essere licenziato è un’azienda pubblica. Può cascare il mondo ma il posto è a vita. Anche se a tempo determinato. La Rai perde continuamente cause – ne ha un’infinità – ed è costretta ad assumere persone impiegate a tempo determinato.

Ne “La lista della spesa” (Feltrinelli, 2015), l’ex commissario alla Revisione della spesa Carlo Cottarelli scrive: “Non si può pensare che i dipendenti privati possano essere licenziati mentre quelli pubblici non possono esserlo in nessuna circostanza. È invece essenziale che esistano appropriati ammortizzatori sociali tali da facilitare il riassorbimento nel settore privato dei dipendenti pubblici” (p. 117).

Ho cercato subito un dato per verificare quanti giornalisti ha la Rai, poiché mi ricordavo fossero sproporzionatamente superiori a quello di Mediaset, pur avendo tre canali ciascuno: 1.700 contro 400, più di 4 volte il suo competitor diretto. Alla Rai il costo del personale è pari a circa un terzo del fatturato contro il 12% di Mediaset.

Tempo fa Riccardo Gallo sull'Espresso evidenziò come il costo del lavoro medio di un dipendente Rai è di 93mila euro, quasi il doppio di quello delle medie e grandi società italiane. Siccome il servizio pubblico nel 2013 è costato 346 milioni più degli introiti da abbonamento (1.737 milioni), ne deriva che il numero dei dipendenti in esubero per riquilibrare il servizio pubblico è di 3.733 dipendenti. Chiosa Gallo: “Ecco, in Rai uno su tre è obiettivamente di troppo”

Non c’è niente da fare. In Italia le corporazioni (giornalisti, in questo caso) e partecipazioni pubbliche vogliono essere esentate dalle regole di mercato.

 

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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