La modifica della Cassa integrazione è una gran bella notizia

di Beniamino Piccone - 14 settembre 2015

Nel giugno del 2014 scrivevamo su queste pagine che la cassa integrazione (Cig) spesso – quando l’impresa dove si lavora è in bancarotta – è un’illusione a danno del lavoratore. Auspicavamo una riforma degli ammortizzatori sociali: “Si dovrebbe passare da un welfare – per come siamo messi si dovrebbe parlare di badfare – passivo, dove il lavoratore aspetta in panciolle che dal cielo arrivi un nuovo impiego a un sistema dove è richiesta la propensione ad attivarsi da parte del lavoratore. E dove, se non ci si attiva, si perde il sussidio. Le azioni volte a incentivare il lavoratore a ricollocarsi sono irrisorie. Infatti si premia la politica dell’illusione, del frigorifero, dove si spera che l’impresa moribonda riassuma i lavoratori in cassa integrazione. Ipotesi implausibile, nella maggior parte dei casi”.

Siamo quindi molto lieti di vedere che il sistema perpetuo della Cassa integrazione sta per volgere al termine, o comunque, verranno posti dei seri limiti alla sua applicazione. Grazie a parlamentari seri come il prof. Pietro Ichino – eletto nelle liste di Scelta Civica, oggi passato nel Partito Democratico –, decano del diritto del lavoro, siamo giunti all’approvazione di nuove regole.

Ichino ha buone ragioni per sostenere che la cassa intergrazione non è lo strumento corretto per affrontare le crisi occupazionali: “La Cig è nata come strumento per il sostegno del reddito dei lavoratori nei casi di crisi temporanea dell’impresa: quando, cioè, c’è una ragionevole prospettiva di ripresa del lavoro nella stessa azienda. La sua funzione è quella di tenere legato il lavoratore all’impresa, per evitare la dispersione di professionalità specifica che altrimenti si verificherebbe. Quando, invece, siamo in presenza di una crisi occupazionale, occorre attivare immediatamente la ricerca della nuova occupazione: in questo caso mettere i lavoratori in Cig significa nasconderne lo stato di disoccupazione, causando un progressivo aggravamento del problema occupazionale”.

Oltretutto sono numerosi i casi di abuso delle norme, per cui succede che il lavoratore in cassa integrazione lavori in nero o collabori mantenendo inalterato il suo stato di disoccupato sussidiato. Il caso clamoroso del pilota Alitalia in Cig grida vendetta al cielo. E il tribunale di Ferrara ha dato ragione al lavoratore. Rob de matt.

La fiscalità generale, ossia il contribuente, deve sostenere un costo triplo dato da:

  1. integrazione salariale pagata a fondo perduto;
  2. contributi figurativi che vengono accreditati in capo alla persona interessata a spese dell’erario;
  3. alimentazione del lavoro nero di una persona che esce per anni dal mercato del lavoro regolare.

Nei Paesi del Nord Europa, da cui dovremo prendere esempio, il tasso di ipocrisia è minore, per cui le cose si chiamano con il loro nome: il lavoratore viene licenziato, ma gode di un forte sostegno del reddito, in genere tra il 70 e l’80 per cento dell’ultima retribuzione, a condizione che si attivi effettivamente nel mercato del lavoro.

Chi non dimostra di attivarsi, perde il sussidio. Quando la nuova occupazione non arriva, gli viene offerto un servizio di assistenza intensiva nella ricerca, fornito da società private. In questo modo si incide su un indicatore chiave, la disoccupazione di lungo periodo, molto alta nel nostro Paese. Infatti, se un lavoratore sta in freezer per anni tramite la Cig, è molto difficile che trovi lavoro dopo anni e anni di totale afasia e inerzia.

 

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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