La centralizzazione degli acquisti è la vera chiave della spending review

di Beniamino Piccone - 5 ottobre 2015

Il 25 agosto, mentre la maggioranza degli italiani erano stravaccati sulle sdraio in spiaggia, Daniele Franco – ex Banca d’Italia, capo della Ragioneria Generale dello Stato (RGS) – e il Dipartimento dell’Amministrazione Generale, del Personale e dei servizi (Dag) del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) hanno emanato una circolare congiunta relativa all’obbligo di acquisto tramite di Consip per le Amministrazioni statali.

La Consip è una società per azioni controllata dal Mef che svolge attività di consulenza, assistenza e supporto nell'ambito degli acquisti di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche.

A fronte di miriadi di procedure di acquisti nell’ambito dei diversi uffici dell’Amministrazione Pubblica, l’idea ottima di anni fa era di centralizzare il tutto al fine di spendere per ogni bene/servizio acquistato una somma (la più bassa possibile visto la forza contrattuale) uguale in tutto il territorio nazionale. Siccome viviamo nell’anarchia e nel mondo delle eccezioni, ogni ufficio della PA voleva acquistare per conto suo. A che pro? Perchè pagare una siringa 5 euro invece di 10 centesimi? Perchè così il venditore ci dovrà un favore. Semplice, Watson. Ci porterà allo stadio gratis, ci assumerà la figlia, ci asfalterà una strada prima delle elezioni.

È quindi da giudicare positivamente la volontà della Ragioneria Generale dello Stato di bloccare gli acquisti a capocchia e consentire esclusivamente gli acquisti centralizzati. La circolare recita così:

“È configurabile un obbligo generalizzato, in capo alle Amministrazioni dello Stato, di approvvigionarsi facendo ricorso alle convenzioni della Consip, per qualunque categoria merceologica, ove tali convenzioni siano disponibili. (...) ai fini dell’approvvigionamento delle categorie merceologiche energia elettrica, gas, carburanti rete e carburanti extra-rete, combustibili per riscaldamento, telefonia fissa e telefonia mobile, tutte le Amministrazioni pubbliche e le società inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione elaborato dall’Istat sono, comunque, tenute ad approvvigionarsi attraverso gli strumenti indicati nella citata disposizione”.

Gli obiettivi della centralizzazione degli acquisti sono così descritti:

  1. semplificare e rendere più rapide e trasparenti le procedure degli acquisti pubblici, attraverso la diffusione e l'utilizzo delle tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (Ict);
  2. razionalizzare e ottimizzare la spesa pubblica per beni e servizi, migliorando la qualità degli acquisti e riducendo i costi grazie all’aggregazione della domanda.

Speriamo veramente sia la volta buona poichè in passato gli enti locali riuscivano a sfuggire all’obbligo di rivolgersi alla Consip modificando piccoli dettagli della tipologia di prodotti necessari.

Solo nel 2016 l’obiettivo si risparmio tramite la razionalizzazione degli acquisti dovrebbe aggirarsi sui 1,5 miliardi di euro. Secondo alcune stime, siccome fino a oggi per alcune forniture si paga fino al 70% in più, i risparmi possono arrivare a 20 miliardi annui.

Forniamo alcuni esempi: una stampante di 122 euro, con Consip costa solo 39 euro; un desktop ultracompatto 600 euro contro 445; 23% di risparmi sulle bollette telefoniche. Insomma, sarebbe una bella rivoluzione.

Quando sentite qualche politico locale attaccare il Governo Renzi, in molti casi, la vera questione è la fine della pacchia sugli acquisti. La riforma del Senato è solo una scusa per metterlo in difficoltà e chiedere in cambio il via libera agli acquisti decentrati.

Forza Daniele Franco, siamo tutti con te!

 

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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