Affittopoli, palazzinari e responsabilità dei dirigenti del Comune di Roma

di Beniamino Piccone - 21 marzo 2016

C’è voluto un prefetto serio come Francesco Paolo Tronca – in trasferta a Roma – per scoperchiare l’ennesimo scandalo della pubblica amministrazione. “Ora e sempre palazzinari”, titola L’Espresso, che nel dicembre 1955, agli albori del settimanale, titolò a seguito dello scandalo del “sacco immobiliare” di Roma “Capitale corrotta = nazione infetta”.

L’ex sindaco Walter Veltroni provò a mettere ordine e mise in vendita gran parte del patrimonio del Comune di Roma. L’amministrazione incassò 170 milioni di euro. Non si sa come, ma rimasero fuori dalle vendite 574 unità immobiliari affittate a prezzi da fare invidia ai noi comuni mortali che paghiamo affitti di mercato.

Piscine e circoli sportivi affittati al costo di un caffè, quattro quindi degli affittuari senza contratto, quindi di fatto abusivi, assegnazioni dirette senza gara, persone nei locali di proprietà del Comune che non hanno alcun titolo per abitare l’immobile. Questo e molto altro a Roma, dove bisogna “perdere ogni speranza”, per chiunque ci metta le mani.

231 euro al mese per l’affitto del galoppatoio di Villa Borghese, maneggio tra i più suggestivi d’Europa, quattro euro e trentuno centesimi al mese per gestire l’impianto di atletica leggera ricavato dai resti delle Terme di Caracalla.

Giuseppina Tozzi, una signora che abita a Borgo Pio, paga 8,27 euro (più 2,02 per la pulizia delle scale) nel centro di Roma, a Borgo Pio, a due passi dal Vaticano. Nessuno le ha mia chiesto un adeguamento al canone stabilito negli anni Novanta. Nessuna lettera mai spedita dal Comune che è proprietaria del bene.

Titoloni sui giornali, grida manzoniane pubbliche, ma nessuno ha ancora evidenziato che i dirigenti del Comune di Roma siano ancora lì e non siano ancora stati licenziati. Dirigere significa avviare, indirizzare, orientare, concentrare, convogliare, indirizzare, coordinare, verificare che tutto funzioni e sia sotto controllo. Come è possibile dirigere l’ufficio del Comune che si occupa di gestire i beni municipali e non sapere che l’80% dei contratti di affitto non esistono o sono scaduti? Chi vigila? Ci sarà un responsabile? Qualcuno ne risponderà mai? Esiste l’accountability in questo Paese?

L’ex sindaco missino Gianni Alemanno, in modo incredibile, ha rilasciato un’intervista dove dichiara di aver visto “un’opacità impressionante”, ma, al contempo, di “non aver mai saputo di abusi”. Se un sindaco non è in grado di cambiare le cose, cosa sta a fare in quello scranno?

 

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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